ospedaleC’è un “cauto ottimismo” tra i medici sulle condizioni di salute della 14enne accoltellata ieri dal padre 47enne, Roberto Russo, che ha ucciso l’altra figlia di 12 anni e poi ha tentato il suicidio. La giovane paziente rimane stabile e con la prognosi riservata ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi centro di Catania.

GRUPPO SANGUIGNO RARO. Marica ha un gruppo sanguigno raro, Zero negativo. Le due ferite che il genitore le ha procurato, all’arteria mammaria e all’addome, le hanno fatto perdere circa tre litri di sangue. Per questo dal reparto di rianimazione dell’ospedale lanciano un “appello affinché volontari che presentino lo stesso gruppo Zero negativo lo donino contattando il centro trasfusionale al numero 0957592022”.


Le condizioni cliniche della giovane paziente, spiegano dal reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi, diretto dal dottor Sergio Pintaudi, dopo una prima fase di grave instabilità emodinamica, sono oggi stabilizzate. In atto la paziente è sottoposta a sedazione e ventilazione meccanica per la necessaria protezione d’organo. Pertanto, sottolineano i medici che l’hanno in cura “le condizioni cliniche attuali, pur in costanza di riserva della prognosi, consentono un cauto ottimismo”.

TASK FORCE DI PSICOLOGI. “Per il recupero psicologico” di Marica la direzione generale dell’Azienda ospedaliera Garibaldi ha “predisposto una vera e propria task force. “Un evento di questo genere – afferma Giorgio Santonocito, direttore generale del Garibaldi – non potrà non lasciare conseguenze nell’equilibrio psicofisico generale dell’adolescente. Per questo ci siamo attivati per intervenire con tempestività, non appena le condizioni di salute dalla giovane lo permetteranno. L’equipe che abbiamo organizzato, composta da psicologi e assistenti sociali, sarà in grado di intervenire con professionalità per l’intero decorso di ricovero e seguirà attentamente tutti gli attori della vicenda coinvolti, compresi i familiari”.

LA SALMA ALLA FAMIGLIA. La tragedia è avvenuta nell’abitazione della famiglia, a San Giovanni la Punta. La salma della 12enne sta per essere restituita alla famiglia. Il sostituto procuratore di Catania Agata Santonocito ha firmato il nulla osta necessario. Il magistrato, che coordina le indagini dei carabinieri della compagnia di Gravina e del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania, ha ritenuto di non fare eseguire l’autopsia, valutando sufficiente un esame medico legale esterno.

Per gli investigatori, infatti, la dinamica dell’accaduto è stata ricostruita con certezza. La 12enne dopo l’aggressione mortale da parte del padre è stata ricoverata d’urgenza nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è ricoverato anche Russo, ma è morta subito dopo l’arrivo e il corpo è stato trasferito nell’obitorio del nosocomio.

UNA PIZZA INSIEME. Padre e figlie erano usciti giovedì sera con le due figlie a prendere una pizza, Russo aveva visto la moglie e si erano salutati tranquillamente. Proprio per questo le ragazze non sono andate a dormire con la madre a Trecastagni, con il consenso sereno della donna. Anche la ricostruzione delle ore che hanno preceduto la tragedia di San Giovanni la Punta lascia pochi dubbi: non era prevedibile che Russo ieri mattina prendesse due coltelli per tentare di uccidere le due ragazze con le quali aveva anche dormito nel letto matrimoniale.

Ha colpito con forza prima la 12enne, che è morta poco dopo, e successivamente la 14enne. Infine, come aveva annunciato in un biglietto che ha lasciato alla famiglia scrivendo ‘ci vedremo nell’Aldilà’, ha tentato il suicidio infliggendosi una coltellata all’addome. A fermarlo sono stati gli altri due figli, di 17 e 22 anni, che lo hanno disarmato, probabilmente salvandogli la vita.

NOTTE TRANQUILLA PER RUSSO. Russo è ricoverato nel reparto di chirurgia generale dell’ospedale Cannizzaro. Ha trascorso una notte tranquilla. E’ un degente con la prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. I carabinieri della compagnia di Gravina e del comando provinciale di Catania attendono che sia in grado di essere interrogato. Militari dell’Arma lo piantonano perché è in stato arresto per omicidio e tentativo di omicidio aggravato su disposizione del sostituto procuratore Agata Santonocito.

Gli investigatori ritengono che il movente sia da collegare all’ambiente personale: Russo era depresso per il lavoro che non trovava e anche per la crisi che viveva il suo rapporto con la moglie, ma niente che non fosse andato oltre a un confronto senza scontri. E’ la stessa moglie a confermare ai carabinieri che “era tranquillo. Non potevamo immaginare….”.