Entro il 2015 potrebbero essere realtà le centraline per la distribuzione di acqua per uso alimentare nella provincia di Agrigento.
A confermare la possibilità è stata la Girgenti acque, la quale attraverso il suo presidente ammette che la società sta lavorando da tempo sulla creazione di punti di approvvigionamento pubblici in cui gli utenti possano riempire bottiglie d’acqua alla “spina”, come avviene in diverse zone d’Italia e d’Europa.
“E’ un’idea che stiamo valutando da tempo – spiega Marco Campione -, ma fino ad ora non è stato possibile realizzare una programmazione. Adesso ne stiamo discutendo con maggior concretezza e speriamo entro fine 2014 di poter iniziare a realizzare punti di approvvigionamento dove ogni cittadino possa, con un contributo simbolico, anche un centesimo, ottenere 20 litri d’acqua da consumare a tavola”.
Tutto questo, va detto, utilizzando unicamente il liquido che arriva nelle nostre case, che, dalle analisi effettuate presenta valori chimico-fisici assolutamente nella norma.
L’acqua potabile che viene fornita nei rubinetti è assolutamente sicura, soprattutto all’uscita dai serbatoi di distribuzione. I punti di approvvigionamento pubblici saranno comunque direttamente collegati alla condotta per scongiurare problemi collegati al ristagno. Non va tra l’altro dimenticato che quello che viene erogato è lo stesso liquido che proviene dalle sorgive montane che vengono imbottigliate da società di acque minerali. La gente non beve l’acqua del rubinetto perché è una cosa che è entrata nella nostra consuetudine, ma si tratterebbe di un modo di risparmiare importanti somme.












