E’ giovane, carica e motivata ed la prima donna nella sua categoria a salire sul podio per ritirare un premio nazionale. Lina Ferrera, classe 1980, di Ravanusa, è la project manager di un progetto che ha avuto un riconoscimento dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in occasione del Premio Scintille.
Il team da lei diretto è composto dagli altri siciliani Daniele Lombardo, perito informatico, cofondatore e responsabile commerciale, Marco Lombardo, perito informatico, cofondatore e developer, e Giuseppe Pennisi, ragioniere e responsabile amministrativo, che hanno avuto la meglio su circa 200 partecipanti che hanno esposto le loro idee in occasione della II edizione dell’ambizioso Premio, bandito per festeggiare il 59° Anniversario della fondazione. Il CNI ha voluto così conferire riconoscimenti in denaro ai giovani capaci di proporre soluzioni in svariati ambiti: III posto 1.000 Euro, II 3.000, I posto circa 7.000.
Più o meno 400 gli Ingegneri provenienti da tutta Italia, che si sono incontrati per la premizione avvenuta a Caserta.
Il progetto diretto dalla Ferrera presenta anche importanti risvolti socio-sanitari: “La nostra mission – racconta l’Ingegnere Gestionale iscritta all’Ordine di Agrigento – è quella di sviluppare nuove soluzioni per il trattamento dell’autismo, oggi sempre più diffuso. Il software che proponiamo permette ad un robot di rilevare i disagi del bambino e di aiutarlo nell’apprendimento.
Le applicazioni di esso sono molto importanti in ambito medico: il nostro obiettivo è quello di far diventare il robot un dispositivo medico a tutti gli effetti, in grado di aiutare le famiglie”. Un’applicazione intelligente dei principi dell’Ingegneria alla medicina: il sogno di Lina è, infatti, quello di creare sinergie tra i due ambiti per aiutare le persone. “L’idea della BehaviourLabs – racconta ancora la Ferrera – è quella di offrire una soluzione efficace nell’alleviare le difficoltà che affrontano le famiglie coinvolte, cercando attraverso il software in questione di migliorare la vita sociale dei bambini affetti dalla patologia dell’autismo, per assicurare loro un futuro migliore. Utilizziamo sia robot umanoidi, con avanzate capacità audio-visive, movimenti naturali, riconoscimento di oggetti e volti memorizzati, capacità vocali e localizzazione voce, sia sistemi di realtà virtuale. RoboMate comprende il software, il servizio cloud, gli aggiornamenti, il supporto ed eventuali manutenzioni. Attraverso la piattaforma il terapista potrà effettuare una chiara profilazione del bambino: dall’anagrafica, alla terapia associata, dalle attitudini agli obiettivi formativi, il robot permette di somministrare la terapia più adeguata attraverso la relativa robotappplaylist e di effettuare l’analisi dell’andamento della stessa terapia”.
L’autismo è un fenomeno in crescita: 100 milioni di persone nel mondo ne sono affette, di cui più di 1 milione in Italia dove 1 bambino su ogni 150 risulta autistico. Le liste d’attesa presso i centri sanitari sono lunghissime, pertanto diventa indispensabile la terapia a domicilio come unica soluzione alle lungaggini e alla distanza dai centri, che risultano da attenta analisi insufficienti così come pochi sono ancora i terapisti. “Il software applicato ai robot migliorerebbe di gran lunga la situazione e non ha nemmeno un costo elevato”. I mercati a cui ci rivolgiamo sono: Sanità pubblica e/o privata; Associazioni di genitori; Cooperative sociali; Utenti privati e Scuole”.
Fonte:
M. Serena Milisenna












