blitz11Ha risposto a tutte le domande, respingendo ogni singola accusa il medico legale Gianfranco Pullara, raggiunto dalla misura cautelare dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Pullara, difeso dall’avvocato Annalisa Russello, è comparso davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti. Il suo è stato un lunghissimo interrogatorio, durato alcune ore. Incalzato dalle domande del giudice, il medico, abbastanza provato, ha spiegato i criteri di composizione delle commissioni mediche e i criteri di assegnazione delle pratiche. Le accuse a Pullara. Il medico legale Gianfranco Pullara, presidente della Commissione Asp avrebbe accettato del denaro, allo stato quantificata in 1.000 euro da Rosaria Morello e dal nipote della donna, Vincenzo Antonio Gallea, quale corrispettivo per  il suo fattivo intervento all’interno della Commissione da lui presieduta, al fine di deliberare una inesistente o comunque più grave invalidità della Morello. Con la fattiva e consapevole partecipazione al reato di Daniele Rampello, Antonino Ragusa, Francesco Infurna e Antonino Scimè, avendo, gli stessi, originariamente intermediato l’incontro e l’accordo tra le parti, adoperandosi anche nella fase “esecutiva” dell’accordo illecito. La Commissione, presieduta da Pullara, attestava falsamente l’esistenza di una patologia della Morello, riconoscendola invalida con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, nonché portatore di handicap in situazione di gravità. L’avvocato Russello ha annunciato che al più presto si rivolgerà al Tribunale del Riesame di Palermo per chiedere l’annullamento dell’ordinanza cautelare e la misura nei confronti del suo assistito. Comparsi davanti al Gip anche gli altri quattro indagati raggiunti dalla presentazione alla firma e tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: il narese Angelo Gallo (difeso dall’avvocato Serena Gramaglia), l’agrigentino Antonino Ragusa (assistito da Aldo Virone), Piera Daniela Lo Iacono, volontaria per il trasporto di pazienti ed Emilio Attenasio, di Agrigento, (difesi dall’avvocato Marco Patti). Quella di fare scena muta è stata una strategia scelta in comune accordo con i loro legali difensori. Hanno preannunciato ricorso al Tribunale della Libertà. Poliambulatorio come “un porto di mare”. La pratica di Gerlanda Russello Due referti medici  falsi, segnatamente, quello del 14.03.2013, apparentemente riferito ad un esame spirometrico svolto dall’indagata Gerlanda Russello, in realtà effettuato da suo figlio Angelo Alba; quello del 15.11.2012, effettuato in data di molto successiva – 14.03.2013 – in assenza di qualsivoglia visita nei confronti della donna. In base ad accertamenti che hanno svolto i poliziotti della Digos presso la banca dati Inps, Gerlanda Russello risulta essere stata visitata, in data 27.07.2012 ed in data 12.09.2012, rispettivamente dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap e dal centro medico legale di Agrigento per l’accertamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità. A carico della donna venivano rilevate disabilità mentali, limitazioni funzionali dei movimenti articolari e respiratorie sì da riconoscerla invalida con riduzione permanente della capacità lavorativa dal 74% al 99%. Veniva riconosciuta, anche portatrice di handicap. Gli altri due certificati richiesti nel 2013, sarebbero serviti all’ottenimento di ulteriori benefici. Per questo bastava pagare e nulla sarebbe stato impossibile. In una conversazione intercettata tra un medico e Gaetano Capodici, viene fuori la figura “ambigua” del medico del Poliambulatorio di Naro, Giuseppa Gallo, << quella è interessata solo al soldo, e perciò disposta a tutto…lei tutte cose fa…a quella lo sai cosa gli interessa…come a te che fai il barbiere e fai pelo e contropelo…e basta >>. Poi i due si spingono a pronosticare cosa avverrà dalla dottoressa, a pianificare come andarci, persino ad intavolare la possibilità che vi si presenti il solo Angelo Alba, senza la madre che dovrebbe essere visitata, così come sarebbe realmente avvenuto. E la faccenda volge al grottesco; semplicemente, << si perde il conto di chi va e di chi viene in quell’autentico porto di mare che è diventato l’ambulatorio della Gallo >>. Nei giorni a venire Alba entra nel Poliambulatorio ed incontra la dottoressa Gallo. << La certificazione facciamola come a questo..dice…come…?…come a questo…Sempre medio/grave…diabete…mellito…è affetta da diabete mellito…” e concordando con quanto suggeritogli dal proprio interlocutore “…Inc…vabbè…inc…Si…si vabbè…certo…inc….certo…>>. Per la Digos appare chiaro il falso che viene consumato dalla dottoressa Gallo la quale stila una certificazione in cui dà atto di avere visitato la madre di Angelo Alba e di averle riscontrato una serie di patologie che, in realtà, non ha verificato per l’assenza della donna  “concordando” col figlio il contenuto del certificato sulla base di quello precedente. E per sottoporsi all’’esame spirometrico, dove è necessaria la presenza della madre <<…Di inizio…C’è la data..nooooo…ci vuole la prova che lo fà lei…quà esce data ora e tutte cose…capito…?…>>. Sarebbe stato a quel punto che Angelo Alba ha proposto di sostituirsi alla madre, vincendo la flebilissima resistenza della Gallo, << che proprio non ce la fa a dire di no e chiede solo ad Alba di aspettare un poco, il tempo di liberare un paziente in attesa e di restare, così, da soli >>. Quando, dopo un po’, Angelo Alba rientra nella stanza, la dottoressa Gallo inizia ad inserire nello spirometro i dati di Gerlanda Russello.  Dalle riprese video registrate dalle telecamere piazzate dalla Polizia si vede che la dottoressa, dopo avere inserito tutti i dati nello strumento, spiega al proprio interlocutore come effettuare l’esame in luogo della madre. La donna inizia a fornire le indicazioni necessarie, ed i suggerimenti atti ad alterare la genuinità dell’esito <<…Allora…prima il boccà…prima un respiro normale…Dentro…la dentro…poi tira tutta l’aria che può..e poi la butta tutta forte forte…ora lei…inc…giusto..?…però dopo che ha respirato la butta…deve cercare di non gettarla subito..buttarla tutta ma non rigettare…allora chiuda la bocca…dove ha il boccale..ed, in particolare, ribadendo che, a