raffineria petrolioUna fitta nube di fumo continua a diffondersi stamani dalla Raffineria di Milazzo. Dovrebbero essere i residui provenienti da una cisterna dell’impianto che si è incendiata venerdì notte.

L’Arpa Sicilia, dopo aver eseguito i primi rilievi, ha affermato che non c’è pericolo per l’ambiente; tuttavia Pippo Isgrò, professore di Teoria e tecnica di trasporti marittimi, ritiene che il combustibile bruciato, la Virgin nafta, rientri tra gli “idrocarburi pericolosi”. “A Milazzo il fumo nero – aggiunge Isgrò – sta interessando ampie aree a ridosso della raffineria, ma anche zone a media e lunga distanza dall’esplosione. I danni latenti gravi e devastanti a persone, ai terreni agricoli e alle innumerevoli coltivazioni, interessano anche le acque marine e la fauna ittica, e al momento non sono quantificabili. Gli effetti del disastro si vedranno nel medio e lungo termine, quando i fumi e i vapori propagati nell’atmosfera, sia per effetto del calore sia dell’azione dei venti, avranno arrecato danni ambientali e alla salute degli abitanti. Faccio un appello ai sindacati, agli amministratori dei comuni interessati dal disastro ambientale e ai parlamentari nazionali e regionali affinché mettano fine allo scempio del territorio”.


Secondo il gestore dell’impianto il fumo è “una naturale conseguenza dell’incendio di venerdì notte. Nel fondo del serbatoio 513 permane infatti un focolaio alimentato dal vento. La Ram ha comunque ribadito che la situazione è sotto controllo e non esistono in atto motivi di preoccupazione per la comunità”.

Le nuove emissioni di fumo hanno raggiunto la città mamertina, destando apprensione nei residenti che annunciano per sabato una manifestazione. Il portavoce dei Verdi di Milazzo Giuseppe Marano presenterà una denuncia. Cgil, Cisl e Uil di Messina, in una nota inviata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, puntano il dito contro la carenza di personale dei vigili del fuoco nel territorio provinciale di Messina. “Questo grave episodio, che si aggiunge alle alluvioni degli scorsi anni a Giampilieri, Scaletta Zanclea e Saponara, e ai dissesti idrogeologici avvenuti nei comuni di San Fratello, Caronia e Castell’Umberto, obbliga le autorità a mettere in atto tutte le possibili soluzioni affinché il comando provinciale Vigili del fuoco possa avvalersi di un organico confacente alle necessità del territorio”.