Dalla Toscana alle assolate campagne dell’entroterra siciliano per vendemmiare l’uva dei vigneti impiantati dalla cooperativa “Lavoro e non solo” sui terreni confiscati alla mafia. E’ questa l’esperienza che hanno vissuto gli studenti del liceo classico e scientifico “XXV Aprile” di Pontedera in provincia di Pisa. In maggioranza ragazze ed alcuni ragazzi, tutti giovani tra i 17 ed i 19 anni da compiere accompagnati da due insegnanti. Accanto a loro nel vigneto di uva da vino a bacca bianca di contrada Graziano Di Giovanna, confiscato ormai parecchi anni fa alla famiglia mafiosa dei Guarneri ed assegnato alla cooperativa guidata da Calogero Parisi, anche sei immigrati, giunti sulle nostre coste a bordo di vecchi e pericolosi barconi fatiscenti ed oggi ospiti nel centro di accoglienza che si trova a Pian Del Lago a Caltanissetta in attesa di riceve asilo politico.
Tra i campi alla periferia di Canicattì, anche dieci soci della cooperativa “Lavoro e non solo” giunti direttamente da Corleone il paese dell’indiscusso capo mafia siciliano Salvatore Riina. Tutto il gruppo è stato guidato da una assistente sociale di Monreale, Irene Tusa, che spicca per dinamismo ed un rassicurante sorriso e per «la voglia da siciliana di dare un contributo. E’ un’esperienza positiva che incoraggia per la presenza di tanti volontari – ha dichiarato Irene – anche se non sarebbe male avere altrettanti volontari siciliani».
Maria Vittoria Forte è l’insegnante che accompagna la scolaresca toscana: «L’esperienza è senza dubbio positiva anche se ho visto che il lavoro fisico per noi è eccessivo ma – conclude la docente – i ragazzi hanno moltiplicato gli sforzi per dare sfogo alla voglia di fare e sono convinta che ripeteranno di queste esperienze che li fanno crescere e maturare».
Tra loro c’è anche Luca Cierrentini, insegnante di Scienze naturali, che è reduce da un’analoga esperienza lo scorso anno in provincia di Caserta: «I ragazzi sono entusiasti – dice Cierrentini – anche se sono mancati gli appuntamenti e le visite d’approfondimento pomeridiane e serali, gli incontri i dibattiti sui temi scottanti della lotta alla mafia. Sappiamo però che già il prossimo mese di aprile ci sarà un nuovo turno di volontari per accogliere altre richieste rimaste in attesa e sicuramente sarà una esperienza ancor più approfondita sotto questo genere di aspetti».
A coordinare i lavori e la logistica Calogero Parisi, presidente della Cooperativa “Lavoro e non solo” nata a Canicattì ma con sede legale a Corleone: «Siamo al decimo anno di esperienza dei campi di volontariato – dichiara Parisi – e già si programmano i prossimi campi legati ai lavori stagionali che saranno arricchiti di appuntamenti con i referenti del territorio impegnati sui temi della Legalità e dell’Antimafia».
I ragazzi durante la permanenza a Canicattì hanno anche visitato “Casa Livatino” ed incontrato le associazioni Tecnopolis ed Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino. Una visita che ha permesso loro di conoscere in maniera più dettagliata ed approfondita i luoghi dove visse il magistrato ucciso da Cosa Nostra in un agguato scattato lungo la statale 640 Agrigento- Caltanissetta, in contrada Gasena. Visite che ormai si intensificano giorno dopo giorno con tanta gente che vuole vedere proprio i luoghi fisici dove il magistrato ha vissuto ed operato.
Carmelo Vella












