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Sicilia, L’avvocatura di Stato risponde all’Ars: “Vitalizio a Cuffaro va revocato”

Scritto da il 31 ottobre 2014, alle 06:10 | archiviato in Agrigento, Costume e società, Photo Gallery, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

salvatore_cuffaro_intervista_tg24Con un parere inviato al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, (che lo aveva richiesto anche in relazione alla vicenda dell’ex presidente della Regione e deputato regionale Totò Cuffaro) l’avvocatura generale dello Stato dice che la legge prevede la revoca del vitalizio ogni volta che un deputato o consigliere venga condannato definitivamente e subisca anche l’interdizione dai pubblici uffici.

Ardizzone quindi dopo aver sospeso lo scorso luglio l’erogazione del vitalizio all’ex politico siciliano condannato a 7 anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto d’ufficio e per questo interdetto dai pubblici uffici, ora firmerà la revoca. Cuffaro percepisce circa seimila euro lordi al mese.

“La perdita dell’assegno vitalizio al condannato in via definitiva ad una pena superiore a 5 anni trova immediato fondamento nel secondo comma dell’articolo 28 e nell’articolo 29 del codice penale rappresentando l’effetto automatico della pena accessoria dell’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici”, scrive l’avvocatura dello Stato ad Ardizzone.

Nel febbraio scorso il presidente dell’Ars aveva avviato la procedura di sospensione cautelativa del vitalizio oltre che per Cuffaro anche per 11 ex parlamentari regionali. Le procedure erano cominciate per gli ex deputati che non avevano trasmesso le autocertificazioni attestanti l’assenza della condanna alla pena accessoria dell’interdizione, temporanea o perpetua, dai pubblici uffici, come conseguenza di un reato contro la pubblica amministrazione.

Nel maggio scorso, dopo che era esploso il “caso Cuffaro”, i deputati regionali del M5s presentarono una norma che estendeva la decadenza dal vitalizio anche ai condannati per mafia. L’Ars aveva bocciato la legge: diciotto i voti a favore, 33 i contrari. Il governo aveva dato parere contrario, mentre la commissione Bilancio s’era espressa favorevole a maggioranza.



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