rosario_crocetta_province_riformaRosario Crocetta si presenta in aula con la sua nuova giunta brandendo la difesa dell’autonomia statutaria rispetto “ai pregiudizi e all’isolamento in cui spesso ci siamo ritrovati”, anticipando la sua agenda, incentrandola sulla “pulizia” nel bilancio della Regione “che sarà integrato con la nuova programmazione dei fondi comunitari”, mettendo come prioritari il lavoro “senza macelleria sociale”, lo sviluppo con “un utilizzo virtuoso dei finanziamenti Ue”, e soprattutto la lotta a ogni forma di illegalità, a cominciare “dagli appalti” drogati “dalle aggiudicazioni sulla base delle offerte più vantaggiose” e in settori come “l’agricoltura e la sanità, dove l’assessore Borsellino ha già compiuto un gran lavoro”.

Rivolgendosi al Parlamento, il governatore ha rilanciato il tema del “dialogo”, richiamando il discorso che fece due anni fa durante la cerimonia del suo insediamento, assicurando ai deputati “la collaborazione da parte della nuova giunta”. Tra le prossime sfide ha citato la riforma elettorale, “che non va pensata contro il presidente della Regione ma per il buon governo della Sicilia e per la tutela delle minoranze” e la riforma del settore della forestazione, “col pieno utilizzo dei forestali facendoli lavorare a salvaguardia del territorio”.


Crocetta ha ribadito che “la riforma della formazione andrà avanti” e ha stuzzicato l’Assemblea sulla riforma della burocrazia. “La Corte dei conti sostiene che 1.800 dirigenti sono troppi, ne bastano 800 – ha detto Crocetta –  Allora, quando si affronterà questo argomento mi ritroverò un Parlamento che scappa perché ci sono i dirigenti generali che mandano sms ai singoli deputati o magari agli assessori? Oppure troverò un Parlamento che dialoga? Siccome non possiamo licenziare mille dirigenti dovremo fare ricorso ai prepensionamenti, agli incentivi per la fuoriuscita, alla riorganizzazione del sistema regionale”.