Ritrova cinque buoni postali emessi a suo nome nel 1958, ma le Poste italiane non riconoscono il credito vantato, adducendo che i buoni sono scaduti da parecchio tempo e, quindi, non più esigibili. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano La Sicilia oggi in edicola.
La singolare vicenda riguarda un signore, originario di Siracusa, dove è nato nel 1957, ma residente a Gravina di Catania. Parecchio tempo dopo la scomparsa del papà, aveva deciso di mettere ordine nella casa paterna e disfarsi di tante cose ormai inservibili. In questo lavoro di repulisti, in fondo a un cassetto ha scovato 5 buoni fruttiferi postali, quattro da 50.000 lire e uno da 10.000 lire, fatti emettere dal nonno materno.
“Nessuno mi aveva mai detto dell’esistenza di questi buoni a mio nome – dice al telefono – Né mio padre né mia madre hanno fatto cenno a questi titoli, fatti emettere dopo la mia nascita da mio nonno. La settimana scorsa ho scoperto l’esistenza di un’associazione che si occupa di riscossione di titoli di credito pubblici anche molto vecchi nel tempo e ho scoperto che il loro valore è interessante”.
Infatti, secondo una stima effettuata dagli esperti, pare che un singolo buono, dopo 57 anni, oggi possa valere circa 117.000 euro che, moltiplicato per quattro e aggiungendo quello da diecimila lire, sfiora un tesoretto di mezzo milione di euro. In bocca al lupo per una pronta riscossione in moneta corrente.












