precari Sindaci ed amministratori di mezza provincia di Agrigento, in tutto una trentina, si sono riuniti ieri mattina a Racalmuto per parlare del futuro dei precari che lavorano presso gli enti pubblici e che rischiano a dicembre di rimanere senza occupazione a causa del mancato rinnovo dei loro contratti.
Presenti anche i deputati nazionali del partito democratico Angelo Capodicasa e Maria Iacono. Durante la riunione è stato deciso di chiedere un incontro al Presidente della Regione, agli assessori regionali al lavoro, bilancio ed enti locali, all’Anci, per vedere quali siano le soluzioni attuabili affinché i problemi vengano superati e in questo modo si possa garantire la loro stabilizzazione. Incontri che si dovrebbero tenere la settimana prossima e poi all’altro venerdì nuovamente i sindaci torneranno ad incontrasi nell’aula consiliare di Racalmuto per fare il punto della situazione alla luce delle proposte che ne verranno fuori.
“Così come stanno attualmente le cose – ha ribadito ieri mattina il sindaco di Racalmuto Emilio Messana – è difficilissimo che i comuni possano provvedere ad un rinnovo dei contratti. Le casse non possono sostenere questa spesa ed il rischio concreto è quello di un dissesto finanziario. La Corte dei Conti siciliana – ha aggiunto il capo dell’amministrazione comunale – dice a chiare lettere che non sarà possibile una proroga indiscriminata dei contratti. ” Dunque -prosegue Messana – l’ipotesi finora circolata di prevedere la stabilizzazione anche di una sola figura per poter prorogare tutte le altre si rivela piena di rischi per la validità dei procedimenti di stabilizzazione, con conseguenze disastrose per il futuro dei lavoratori e per gli equilibri finanziari degli enti locali siciliani. Occorre, immediatamente, trovare una soluzione legislativa diversa rispetto a quella avanzata in questi anni di porre a carico dei comuni l’onere giuridico e, infine, economico, dei contratti. I comuni non sono in grado di assorbire tutti questi lavoratori ai quali, in prospettiva – conclude Messana – rischiano di aggiungersi anche quelli del bacino Asu”.
A poche settimane oramai dalla scadenza dei contratti per centinaia di precari che lavorano nei comuni dell’agrigentino alla luce di quello che sta avvenendo sembra davvero difficile che possano avere rinnovato il rapporto di lavoro con gli enti se non emergeranno sostanziali novità che potrebbero consentire di trovare una soluzione soddisfacente in grado di consentire la stabilizzazione di questi lavoratori.
Carmelo Vella