foto-blogCorrado Passera ha presentato venerdì a Roma le prime 100 Porte di Italia Unica, aperte dopo l’avvio del cantiere politico avvenuto a metà giugno. “Abbiamo scelto di chiamare Porte – ha esordito Passera – i luoghi d’incontro che Italia Unica sta aprendo nel Paese. La metafora è immediata e semplice: dalle Porte si entra nel movimento e nella politica, è attraverso di esse che si trovano energie e idee per rinnovare il rapporto tra cittadino e comunità. Si ristabilisce così la priorità delle scelte, che arrivano dal territorio, non da imposizioni centralistiche”.
Così come il programma, con le centinaia di proposte che ruotano intorno allo shock da 400 miliardi di euro in grado di ridare fiducia al Paese, anche le Porte hanno l’ambizione di essere altrettanto robuste e di innovare la politica partendo dai territori. E per fare questo le Porte di Italia Unica possono già contare sull’entusiasmo di migliaia di aderenti che in meno di quattro mesi e con una partecipazione dal basso reale e non mediata, valorizzano i capisaldi di Italia Unica: merito, competenza e trasparenza.
In Sicilia sono già attive, anche grazie all’impegno del responsabile dello sviluppo territoriale Daniele Rippa, 7 sedi e nelle prossime settimane si apriranno altre 3 Porte a Palermo, a Gela e nella provincia di Trapani. Le sedi sono state attivate dopo le numerose tappe del viaggio in Italia di Corrado Passera, sia in primavera per il confronto sul programma, sia in estate e autunno con la presentazione del libro “Io Siamo”. “E’ la soddisfazione più grande – ha spiegato Passera – aver visto quei volti all’inizio dubbiosi, trasformarsi in nomi e cognomi di referenti delle Porte”.
Con una età media di 40 anni, la presenza di una percentuale di giovani del 25% e di donne del 40%, i comitati promotori di Italia Unica smentiscono la voce che vuole gli italiani disinteressati verso l’impegno politico. Nonostante le delusioni trasmesse dai partiti esistenti (che le sedi le chiudono o non riescono a fondarle), queste prime 100 Porte di Italia Unica sono state avviate, con altre 50 già in fase di apertura, grazie a iniziative spontanee.

“Crediamo fortemente nel radicamento territoriale – ha proseguito Corrado Passera, con a fianco il coordinatore Lelio Alfonso e i responsabili dello sviluppo territoriale, Aniello Aliberti, Giorgio Guerrini e Domenico Pannoli – perché la politica oggi, sempre di più, deve guardare in faccia i problemi concreti, promuovere le proposte coinvolgendo i cittadini, la società civile e gli amministratori locali.”
In questa ottica si inserisce anche la lettera che Corrado Passera ha inviato agli oltre 8000 sindaci italiani, veri baluardi della rappresentanza sul territorio e dell’amministrare il bene comune. “Per far ripartire il Paese c’è bisogno di rafforzare il loro ruolo” ha detto Passera, per questo ha proposto di correggere il Patto di Stabilità Interno per permettere alle Amministrazioni Comunali di utilizzare liberamente gli avanzi di gestione e i proventi derivanti da dismissione di proprietà comunali e di prevedere l’incasso diretto delle tasse comunali. Dopo pochi giorni sono già parecchie centinaia le manifestazioni di interesse da parte di sindaci di tutta Italia.