Polizia e carabinieri hanno messo in campo un imponente dispiego di forze, controllando decine di soggetti schedati mafiosi ed esponenti della criminalità diffusa e organizzata, di Campobello di Licata.
Un’attività voluta dal questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, per verificare il rispetto degli obblighi imposti dall’Autorità giudiziaria a persone ritenute socialmente pericolose in un territorio molto “sensibile” e per anni roccaforte dell’ex capo mafia di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone.
I controlli sono stati effettuati nei domicili e diversi di loro si sono visti arrivare le forze dell’ordine direttamente sui luoghi di lavoro. Questo è servito ad appurare se effettivamente si trovavano in quei posti, e non fossero impegnati a fare altro. Alcuni individui sono stati sottoposti anche a perquisizione domiciliare e veicolare.
A prendere parte al servizio coordinato dal dirigente Angelo Cavaleri, attuale responsabile dei Commissariati di Licata e Palma di Montechiaro, sono stati i poliziotti licatesi, il personale della Questura di Agrigento, gli agenti della Polizia Stradale, i carabinieri della Stazione di Campobello di Licata e i militari dell’Arma della Compagnia di Licata, e unitamente a loro anche gli agenti della Polizia Municipale di Campobello di Licata.
Gli equipaggi impegnati nell’attività di controllo hanno istituito diversi posti di controllo nelle strade d’ingresso e uscita del comune agrigentino, e in alcune vie interne. Una capillare azione di presenza nel territorio, che al termine del servizio ha portato a diversi risultati: 72 le persone identificate; 43 le autovetture controllate; elevate una decina di sanzioni amministrative, soprattutto per violazioni al Codice della Strada. Effettuati accertamenti in 6 esercizi pubblici tra sala giochi e bar. Massima attenzione è stata prestata per il gioco d’azzardo. Sono stati svolti controlli accurati nella documentazione ai possessori di macchinette videogiochi, del tipo videopoker. Un esercente è stato multato per delle irregolarità proprio nell’ambito dei giochi d’azzardo. Altre “visite” a sorpresa sarebbero in programma nei prossimi giorni in altri territori dell’agrigentino allo scopo di far sentire la presenza dello Stato e scoraggiare le attività illecite poste in essere nella speranza di farla franca.
Antonino Ravanà
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