Carabinieri-nuova144“Esiste una serie di video che sono allo studio. Ci sono 42 telecamere su 24 ore e sono tutte interessanti ed utili”. Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, ha incontrato i giornalisti per fare il punto sull’uccisione del piccolo Loris. “La reazione dello Stato davanti a un fatto di inaudita gravità è stata molto forte visto che a disposizione degli inquirenti c’è il meglio delle forze di polizia del Paese”.

“Non si sta indagando nei confronti di una specifica persona, si tratta di atti specifici di polizia giudiziaria per l’acquisizione di elementi che potrebbero rivelarsi utili al proseguimento delle indagini”, ha continuato Petralia spiegando la presenza degli investigatori in casa della mamma di Loris. Il procuratore ha poi sottolineato più volte che le uniche informazioni ufficiali riguardanti il caso sono quelle veicolate dalla Procura: tutto il resto “rischiano di essere informazioni sbagliate e che danneggerebbero, forse in modo irreparabile, le indagini”.


PERQUISITA LA CASA DEI GENITORI. Polizia e carabinieri sono entrati nell’abitazione dei genitori di Loris Stival. Tra loro il capo della squadra mobile Nino Ciavola e il capitano dei carabinieri Domenico Spadaro. Secondo quanto si è appreso sarebbe in corso una perquisizione autorizzata dalla procura di Ragusa. Anche la polizia scientifica è arrivata nella casa dei genitori di Loris Stival per compiere una perquisizione. Secondo quanto si è appreso l’atto, disposto dalla procura di Ragusa, serve a riscontrare alcune incongruenze che sarebbero emerse nelle dichiarazioni della madre. Veronica Panarello, non è al momento iscritta nel registro degli indagati.

LORIS NON SAREBBE SCESO A SCUOLA. Loris Stival non sarebbe sceso dall’auto della mamma davanti alla scuola di Santa Croce Camerina ma sarebbe tornato a casa con lei dopo circa un quarto d’ora da quando la donna e i suoi due figli erano usciti da casa. Secondo quanto si apprende, è quanto emergerebbe dall’analisi dei filmati delle telecamere. Le immagini registrate dalle telecamere sabato mattina fornirebbero dunque una versione diversa da quella raccontata dalla mamma del piccolo Loris.

Secondo fonti qualificate le immagini racconterebbero un’altra verità: attorno alle 8 la mamma, Loris e l’altro figlio della donna uscirebbero da casa e salirebbero in auto per andare a scuola. Circa un quarto d’ora dopo, sempre secondo quanto si apprende, l’auto verrebbe inquadrata di nuovo sotto l’abitazione in via Garibaldi e si vedrebbe Loris scendere e dirigersi da solo verso casa.

La macchina con a bordo la mamma, a quel punto, ripartirebbe e, ipotizzano gli investigatori agli inquirenti, si sarebbe diretta alla ludoteca per lasciare il figlio piccolo. Dopo un altro quarto d’ora circa l’auto verrebbe nuovamente ripresa dalle telecamere mentre entra nel garage sotto l’abitazione di Loris.

NEI VIDEO NON C’E’ LORIS. Non c’è traccia di Loris nelle immagini delle telecamere di Santa Croce Camerina che la mattina di sabato scorso hanno ripreso l’auto con cui la mamma lo stava portando a scuola. A quattro giorni dal ritrovamento del piccolo in quel fosso alle porte del paese, l’inchiesta apre nuovi scenari che potrebbero far crollare le poche certezze. Che Loris non ci sia, in quelle registrazioni, non vuol dire che non era in quella macchina.

Ci sono infatti altri video ancora da visionare e soprattutto le immagini non sono così nitide da poter dare certezze assolute. Ma è evidente che, se anche dall’analisi delle altre telecamere non si trovasse un’immagine in cui il bimbo è stato ripreso, qualche domanda bisognerà porsela. E gli investigatori, in realtà, se la stanno già ponendo visto che la mamma di Loris è stata sentita nuovamente come persona informata sui fatti proprio per chiarire alcuni aspetti relativi a quella mattina e al suo racconto.

LA VIGILESSA: “HO VISTO LA MAMMA, NON RICORDO LORIS”. Una vigilessa del comune di Santa Croce Camerina, che era in servizio davanti la scuola elementare del paese il giorno in cui è scomparso Loris, è stata nuovamente sentita dagli inquirenti e dagli investigatori che indagano sulla morte del piccolo. La vigilessa avrebbe infatti visto quella mattina la Polo nera con a bordo la madre di Loris, ma non si ricorderebbe del bambino. Il funzionario pubblico, secondo quanto si apprende, avrebbe raccontato che sabato mattina attorno all’orario di ingresso a scuola, avrebbe visto la mamma del piccolo Loris a bordo di una Polo nera arrivare nei pressi dell’istituto, dove la donna dice di aver lasciato il bambino. Ma, avrebbe aggiunto la vigilessa, non ricorderebbe di aver visto il piccolo Loris. Un elemento, questo, sottolineano gli investigatori, che non sta a significare con certezza che il piccolo non era nell’automobile.

OLTRE 10 TELECAMERE. Sono oltre 10 le telecamere di impianti di videosorveglianza, pubblici e privati, che sono presenti nel tratto di strada che potrebbe percorrere un’auto per andare da casa Stival alla scuola di Loris. E quasi tutte le vie del paese hanno infatti dei sistemi di sorveglianza le cui riprese sono adesso uno dei filoni più importanti delle indagini. Ma le due telecamere che inquadrano il tratto di strada che Loris avrebbe percorso prima di andare in classe non sarebbero funzionanti. Le due telecamere, posizionate proprio nei pressi dell’ingresso dell’istituto, sarebbero andate fuori uso circa un mese fa a causa di un temporale violento che colpì Santa Croce Camerino. Gli investigatori, su disposizione della Procura di Ragusa, hanno sequestrato tutte le registrazioni che adesso sono al vaglio di esperti.

IL CACCIATORE: “HO UN ALIBI”. “Sì, ho un alibi, ed è anche facilmente verificabile: sabato mattina non ero a Santa Croce Camerina”. Così ha dichiarato Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo di Loris Stival, che è indagato, come atto dovuto, per sequestro di persona e omicidio. Secondo il cacciatore la mattina della scomparsa di Loris, lui sarebbe andato al mercatino di Vittoria. “Basterebbe – sostiene – controllare i filmati delle telecamere in uscita da Santa Croce Camerina e all’entrata di Vittoria”.

PACCHE E ABBRACCI PERIL CACCIATORE. Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo di Loris, questa mattina si è recato in piazza a Santa Croce di Camerina ricevendo pacche sulle spalle e abbracci da diversi conoscenti. L’uomo è indagato, come atto dovuto, nell’inchiesta per sequestro di persona e rapimento. Fidone ha preso il caffè in un bar, ha salutato diversi amici ma non ha voluto parlare con la stampa e ha invitato cineoperatori e fotografi ad allontanarsi. Il cacciatore è entrato poi nella chiesa di San Giovanni Battista prima di tornare a casa.

IL PROPRIETARIO DEL MULINO: “NON HO VISTO NESSUNO” – Il proprietario del Mulino Vecchio, Peppino Caggia, struttura che dista 20 metri dal luogo del ritrovamento di Loris Stival, il giorno della mattinata del delitto non ha visto nessuno in zona. L’ex carabiniere in pensione, ribadisce che “non è passata nessuna auto, né ho veduto delle persone”. Alla domanda dei giornalisti, anche in qualità di ex militare dell’Arma, su che cosa possa essere allora successo, Caggia dà la sua ricostruzione: “Visto che secondo l’autopsia sarebbe stato ucciso tra le 10 e le 10.30 e a quell’ora qui non c’era alcuno, secondo me è stato assassinato in un altro posto e dopo portato qui”.

SI RIUNISCE IL COMITATO PER LA SICUREZZA. In prefettura a Ragusa una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto a cinque giorni dal delitto. All’incontro, oltre ai vertici provinciali di polizia e carabinieri, partecipano il prefetto Annunziato Vardè e il sindaco di Santa Croce Camerina, Francia Iurato. Un punto sulle indagini sarà fatto nel tardo pomeriggio dal procuratore Carmelo Petralia.

GLI STESSI DI YARA. A Ragusa sono arrivati anche ufficiali e marescialli del Ros che fanno parte di un gruppo specializzato in indagini su crimini violenti. Sono gli stessi carabinieri che in passato si sono occupati di crimini come il caso di Yara Gambirasio, l’attentato alla scuola di Brindisi, l’omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa di Pisa.

PROVE DI NORMALITA’. Intanto a Santa Croce Camerina si prova a tornare alla normalità. Il ritrovamento davanti alla scuola degli slip che si ipotizza potessero essere di Loris, sembra non avere influito, almeno apparentemente, su genitori e alunni. La tesi del mitomane era stata subito sposata e sostenuta dal Paese. Così stamattina all’ingresso della Falcone-Borsellino sembra una giornata come le altre: madri o padri che tengono per mano i figli, che tranquillamente entrano a scuola. Una giornata come tante, in apparenza, se non fosse per il lenzuolo con la scritta che chiede “Giustizia per Loris” e polizia e carabinieri che presidiano la zona.

Lasiciliaweb