migranti-300x159Un’inchiesta della Procura di Catania ha permesso di sgominare un’organizzazione transnazionale che favoriva l’immigrazione clandestina in Europa, con sbarchi nel nostro Paese. I criminali operavano in Italia, Libia, Eritrea e altri Stati nordafricani. Undici gli eritrei arrestati.

Si tratterebbe della più grande organizzazione di trafficanti di ‘viaggi della speranza’. Avrebbero messo almeno 23 viaggi verso le coste italiane tra maggio e settembre 2014. La polizia a Catania avrebbe liberato alcuni ragazzini che erano rinchiusi in un basso della città. Inoltre la Procura ha fatto luce anche su un naufragio che ha provocato la morte di 244 persone.


L’operazione è stata denominata “Tokhla”, che in eritreo vuol dire sciacallo. L’indagine è stata avviata il 13 maggio scorso, con l’arrivo a Catania, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, della nave Grecale della marina militare con a bordo 206 migranti di varie nazionalità e 17 cadaveri di migranti. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una organizzazione transnazionale, che opera sia in Italia che in Libia, Eritrea e in altri paesi nord africani.

Fra gli arrestati, Measho Tesfamariam, 29 anni, bloccato in collaborazione con la polizia tedesca a Munchenberg, è ritenuto tra gli organizzatori delle traversate e uno dei responsabili di quella conclusasi con il naufragio del 27-28 giugno. Dell’uomo gli investigatori vennero a sapere anche dalle dichiarazioni di parenti delle vittime del naufragio, che tentarono di contattarlo. Gli eritrei arrestati avrebbero avuto compiti di supporto logistico ai migranti e agli scafisti in arrivo dalla Libia per aiutarli a fuggire dall’Italia verso il Nord Europa.

Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti di fermo, durante un controllo eseguito in uno stabile in via di Prima, a Catania, in un sottotetto la cui porta era chiusa a chiave furono trovati nove sedicenti somali, otto dei quali minorenni, che erano stati rinchiusi in attesa che i parenti inviassero il denaro per il loro trasferimento dall’Italia. In quella occasione fu arrestato Yemane Andemariam, di 36 anni, ritenuto responsabile di sequestro di persona e favoreggiamento della permanenza clandestina.