Cornee, fegato e polmoni di un settantenne di Naro, ridanno la speranza di una vita migliore a tre persone che erano in attesa ormai da tantissimo tempo di un trapianto. Infatti, nonostante il profondo dolore per la perdita inaspettata, del padre Giovanni Ottavio Lo Brutto, 70 anni, il figlio Salvo, ha autorizzato i medici dell’ospedale Civico di Palermo, a prelevare gli organi del proprio congiunto che sono stati trapiantati in altrettanti pazienti che li attendevano.
Il dramma di Giovanni Ottavio Lo Brutto, è iniziato martedì scorso due dicembre, quando l’uomo, piccolo imprenditore edile oggi in pensione, molto conosciuto nella città barocca si è sentito male. Immediatamente soccorso all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, i medici hanno diagnosticato una emorragia celebrare, e con un elicottero del 118, è stato trasferito all’ospedale Civico del capoluogo siciliano.
Arrivato a Palermo i medici lo hanno sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico ma quando sembrava che tutto fosse andato per il verso migliore ecco che improvvisamente le condizioni di salute di Giovanni Ottavio Lo Brutto, sabato scorso si sono aggravate. Alle 14 di sabato i medici di Palermo ne hanno diagnosticato la morte celebrare. La decisione quindi, di chiedere aii familiari il figlio Salvo e la moglie Luigina Giancona, di qualche anno più giovane del marito se avessero dato il proprio consenso all’espianto degli organi.. Nonostante, il profondo dolore, ecco arrivare una decisione molto sofferta. Il figlio Salvo, che ha seguito nel lavoro il padre, portando avanti l’azienda di famiglia ha firmato il consenso.
Giovanni Ottavio Lo Brutto, quindi è stato portato in sala operatoria dove è iniziato un lunghissimo intervento chirurgico che ha permesso di recuperare. cornee, fegato e polmoni. Organi che già sono stati impiantati in altri pazienti la cui identità ovviamente viene mantenuta riservata per motivi di privacy. Stamattina il corpo di Giovanni Ottavio Lo Brutto, rientrerà a Naro dove oggi pomeriggio nella chiesa di Santa Maria di Gesù, si svolgeranno i funerali.
E’ la prima volta che in paese i familiari di una persona deceduta decidono di dare il consenso all’espianto di organi.
«Una persona speciale – dicono alcuni amici di Giovanni Ottavio Lo Brutto -. Era una persona affabile, sempre allegra, disponibile e ben voluta con tutti. Condividiamola scelta dei familiari di donare i suoi organi che consentiranno ad altre persone di vivere una vita certamente più dignitosa».
Fonte: Carmelo Vella












