arance-e-succoÈ stata presentata a Palermo, l’iniziativa “Bevi salute”, spremute di arance siciliane nei bar ad un euro. L’iniziativa, ideata da cronachedigusto.it, coinvolge oltre duecento bar dell’Isola che venderanno spremute di arance siciliane certificate al prezzo di un euro. È stato creato un sito apposito, raggiungibile al sito www.bevisalute.it, dove sarà costantemente aggiornato l’elenco dei bar che stanno aderendo all’iniziativa.

Alla presentazione hanno preso parte gli assessori regionali siciliani Cleo Li Calzi (turismo) e Nino Caleca (agricoltura), il presidente della Fipe Sicilia Dario Pistorio; il presidente del consorzio arancia Ribera Dop Giuseppe Pasciuta; il presidente di Coldiretti Sicilia Alessandro Chiarelli; il presidente del distretto agrumi di Sicilia Federica Li Calzi; il presidente della Fipe Siracusa Maurizio Tasca; Giovanni Pagano della Coop Sicilia.


“Il nostro obiettivo – dice il direttore di Cronache di Gusto, Fabrizio Carrera – è quello di coinvolgere decine e decine di bar dell’Isola, affinché propongano ai propri clienti spremute d’arance siciliane ad 1 euro. Per noi è anche un valore che i bar aderenti alla nostra iniziativa si impegnino ad acquistare solo arance siciliane certificate”.

“Abbiamo già provveduto ad inviare alle associazioni di categoria una lettera da far trasmettere poi a tutte le strutture ricettive siciliane perché possano servire a colazione, spremute di arance siciliane – dice Cleo Li Calzi, assessore della regione siciliana al Turismo – all’Expo, saranno presenti due macchine spremiagrumi che saranno installate all’ingresso del padiglione siciliano. Chi acquisterà una spremuta d’arancia, riceverà in omaggio un ticket per entrare gratis in un qualsiasi museo siciliano”.

“Si tratta di un’iniziativa estremamente importante – dice Nino Caleca, assessore della regione siciliana all’Agricoltura -. L’agricoltura è un settore vivo e vitale della nostra Regione ed è comunque in crescita, Oltre che è l’unico settore che sta offrendo occupazione. Per carità, ci sono dei problemi, ma il dato è abbastanza chiaro: i numeri sono positivi. Cercheremo, prendendo spunto da questa iniziativa, di obbligare, nel caso fosse possibile, a far utilizzare prodotti siciliani nei nostri bar e ristoranti. Credo che sia il miglior modo per far crescere la nostra economia e lanciare un segnale chiaro a chi ci guarda dall’esterno”.