Udienza fiume al palazzo di giustizia di Catania: da oltre sette ore il tribunale della libertà deve decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dal legale di Veronica Panarello, accusata di avere ucciso il figlio di 8 anni, Loris, e di averne nascosto il corpo.
Secondo quanto si è appreso, dopo la relazione letta dal presidente del tribunale, Maria Grazia Vagliasindi (a latere Pietro Currò e Aurora Russo), la Panarello ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee.
Subito dopo ha parlato per circa quattro ore il suo difensore, Francesco Villardita, che ha illustrato “le numerose e rilevanti criticità – come le ha definite – del quadro accusatorio”. Infine le repliche del Procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e del Pm, Marco Rota, che sono ancora in corso. La decisione è attesa entro il 3 gennaio.
IL PAPA’ DI VERONICA DAVANTI AL TRIBUNALE. C’è anche Francesco Panarello, il papà di Veronica, al Palazzo di Giustizia di Catania in attesa della decisione dei giudici del tribunale della libertà. Insieme a lui anche la zia di Veronica, Antonella, e il compagno di quest’ultima. Nessuno di loro ha voluto fare dichiarazioni. La famiglia Panarello, che inizialmente aveva preso le distanze da Veronica, adesso difende la giovane sostenendo la sua innocenza.
L’AVVOCATO DIFENSORE: “TANTE CRITICITA'”. “Ogni volta che si studia un processo si trova sempre qualche criticità e ritengo che di criticità in questa vicenda processuale ne abbiamo trovate parecchie e anche, devo dire, rilevanti. Ora sarà il tribunale a decidere”, aveva detto l’avvocato Francesco Villardita, il legale di Veronica Panarello, poco prima dell’udienza del Tribunale della Libertà che deve decidere sul ricorso contro la scarcerazione della donna in carcere con l’accusa di aver ucciso il figlio di otto anni a Santa Croce Camerina (Ragusa) e di averne occultato il cadavere.
“La mia linea difensiva – ha aggiunto Villardita – punterà sulla confutazione di tutti gli elementi che sono stati ritenuti gravi indizi di colpevolezza da parte del giudice e sarà supportata, oltre che da argomentazioni logico, giuridiche e di carattere empirico, anche da consulenze di esperti”.
“In queste ore – ha aggiunto anche l’avvocato – la mia assistita non fa altro che pensare a Loris, se la dovessero scarcerare andrebbe subito al cimitero a trovarlo. E’ venuta in udienza con l’animo sereno di chi non ha commesso alcun crimine. Confida in questo riesame, nella possibilità di poter confutare quello che è stato definito dal giudice un quadro gravemente indiziario”.
IL LEGALE DEL MARITO: “NON SO SE L’ACCOGLIERA’ A CASA”. “È una situazione molto delicata – aveva detto ieri Daniele Scrofani, avvocato di Davide Stival, il marito – il mio assistito deciderà se accogliere o meno Veronica a casa, nel caso in cui dovessero scarcerarla, solo quando si saprà cosa ha realmente deciso il Tribunale del Riesame”.
LE IPOTESI DELLA PROCURA. Qualche giorno fa la Procura di Ragusa aveva messo in campo tre ipotesi sul delitto Loris: la madre responsabile del delitto e della fase di occultamento del cadavere; la possibilità di un complice nella fase di occultamento del cadavere; o la partecipazione di un’altra persona al delitto. “Queste ipotesi – aveva precisato il procuratore Carmelo Petralia – non sono alternative, ma complementari”.
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