rosario_crocetta_province_riforma “Questo è un messaggio di solidarietà nei confronti di una moschea che si è esposta con chiarezza dicendo che l’Islam non è il terrorismo. Quindi chi vuole uccidere in nome di Dio non lo può fare. Nessuno può ergersi a giudice in terra e quindi ha fatto una condanna netta della violenza e del terrorismo”.

Il presidente della Regione Rosario Crocetta a Catania ha incontrato nella moschea la comunità islamica, con la quale ha pregato contro ogni violenza insieme al capo della comunità islamica di Sicilia Keith Abdel Afid.


“La moschea di Catania – ha aggiunto Crocetta – si è caratterizzata sempre per le azioni di dialogo e quindi ritengo che le istituzioni debbano essere vicine perché è chiaro che quando qualcuno si espone non bisogna mai fare una politica di isolamento”.

“Capite bene quello che si può scatenare in Italia e in Europa rispetto alle vicende francesi. Ho scritto all’ambasciatore di Francia per dire che siamo tutti francesi in questo momento. Guardavo i risultati delle elezioni tunisine in Italia e in Europa – ha aggiunto Crocetta – e i dati rivelano che il candidato laico in Sicilia prende il 75%, mentre in Lombardia prende il 25%, cioè votano per il candidato filo islamista. Cosa vuol dire? Che questi siciliani sono meno islamici degli altri? No, sono musulmani che hanno una visione culturale ampia”.

“Penso che dipenda – ha concluso – dalla grandezza del popolo siciliano che non ha discriminato nessuno per religione, per il colore della pelle, per la lingua. Il modello non è aumentare lo scontro contro l’Islam, ma quello invece di sviluppare questa politica e questo modello Sicilia farlo diventare un modello nazionale, con leggi severe contro il terrorismo”.