poste-300x224“Parte con il piede sbagliato, in  Sicilia, l’annunciata rivoluzione delle Poste”. Lo sottolinea la Slp Cisl, rendendo noto che ad aprile scatterà la chiusura di 27 uffici  postali nell’Isola, mentre per tredici si parla di apertura al  pubblico solo a giorni alterni. A fare le spese della politica di tagli dell’azienda, informa il sindacato guidato in Sicilia da Giuseppe Lanzafame, saranno soprattutto le piccole comunità locali.        Così da aprile ”pensionati e cittadini dei piccoli centri dovranno  recarsi in comuni distanti dal proprio anche 15-20 chilometri per  fruire dei servizi postali. Insomma – denuncia il sindacato -, niente  più pagamenti di pensione e altre operazioni nella propria città”.

In Sicilia si passerebbe da 750 uffici a 700 agenzie aperte quotidianamente. ”Noi riteniamo che ci siano i presupposti per nuovi  insediamenti che potrebbero garantire la qualità del servizio,  accorciare i tempi di attesa e raggiungere gli obiettivi economici”,  dice Lanzafame. ”Le istituzioni, i sindaci, facciano sentire la  propria voce – conclude la Cisl – Noi continueremo a denunciare questa visione miope”.


La notizia è stata confermata dall’ad di Poste Italiane Francesco Caio, a Palermo  per la presentazione del Piano Strategico 2020, che però ha precisato: “Si tratta di chiusure che non  comporteranno licenziamenti. Tutti i dipendenti saranno ricollocati  negli uffici più vicini e nei prossimi cinque anni non licenzieremo  nessuno”. Il piano di razionalizzazione prevede la chiusura di 450/500 uffici su territorio nazionale “ma – sottolinea Caio – riguarda uffici marginali che non comprometteranno in alcun modo il servizio per i clienti”.

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