14879-AMBULANZAUna neonata che ha avuto gravi crisi respiratorie dopo la nascita nella clinica privata Gibiino di Catania è stata trasferita d’urgenza in ambulanza nel reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale di Ragusa, perché nel capoluogo etneo non c’erano posti disponibili, ma è morta prima del ricovero. Sull’episodio la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania o nelle province più vicine.

Secondo una prima ricostruzione della vicenda, la piccola Nicole sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto la notte scorsa regolarmente in una clinica privata di Catania. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania per trasferire d’urgenza la piccola paziente.


Ma erano tutte ‘piene’, senza disponibilità di posti. È stato così contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile nell’ospedale ‘Paternò-Arezzo’ di Ragusa. La clinica ha quindi provveduto, con un’ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Dopo Vizzini, e in territorio della provincia di Ragusa, prima dell’alba, la piccola paziente ha avuto una violenta crisi. I medici a bordo dell’ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.

All’ambulanza sarebbero a quel punto giunte le indicazioni di portare il piccolo corpo nell’ospedale di destinazione, a Ragusa. La salma è stata trasferita nell’obitorio del ‘Paternò-Arezzo’. I medici presenti sull’ambulanza, su delega del sostituto procuratore di Ragusa, Serena Minicucci, sono stati sentiti dalla polizia di Stato, come persone informate sui fatti. Il magistrato deciderà se disporre l’autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un’altra inchiesta, per gli atti d’urgenza, disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura.

La piccola Nicole era la primogenita di Andrea e Tania, giovani sposi da due anni. Vivono a Gravina di Catania. Lui, che ha presentato la denuncia ai carabinieri, lavora in un bar, lei invece è casalinga. Non parlano con i giornalisti nella clinica Gibiino. Si fa portavoce il loro legale, avvocato Giuseppe Miceli che dice: “Aggiorniamoci a tra qualche giorno perché questo non è il momento di commentare. Non possiamo dire alcunchè – aggiunge – ma vi prego di rispettare il dolore della famiglia”.

I manager delle aziende ospedaliere di Catania sono stati convocati per domani a Palermo dall’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, per un incontro sulla situazioni delle Utin. L’assessore sulla vicenda ha avviato un’inchiesta interna “per verificare come sono andate le cose, senza guardare in faccia alcuno”.

Sulla vicenda si è mobilitato anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata a Catania. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi. Esprimo profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti”.

Il ministro ha poi sottolineato che quello di oggi non è il primo caso del genere: “Nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, Lea, abbiamo inserito la parte prenatale come assistenza al parto. Per noi la rete di neonatologia è una priorità. Riferirò in aula del risultato delle ispezioni, che ci saranno in tempi brevi, come in tempi brevi verificherò i Lea in Sicilia e la rete neonatale”.

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