personale-ata-della-scuola-tempo-indeterminato-per-74_5194c0e4-aba7-11e3-aa45-7cc73d314261_cougar_imageMatteo Renzi ha annunciato con grande enfasi, la riforma della scuola, anticipando due provvedimenti nel prossimo Consiglio dei Ministri, un decreto legge ed un disegno di legge delega, contenente il testo unico della scuola.

Saranno tante le novità (abbassamento dell’obbligo a 5 anni, ritorno al secondo maestro ecc.), ma quelle che più interessano oggi il mondo della scuola, riguardano il precariato e l’edilizia scolastica. Saranno 148 mila circa i docenti precari assunti in settembre del corrente anno, e cinque miliardi di euro la dotazione che il Consiglio dei Ministri dovrebbe assegnare all’edilizia scolastica (ben 21 mila gli interventi destinati alla sicurezza, manutenzione e ammodernamento, 1600 appaltati entro il 28 febbraio del corrente anno).


Se è prematuro affermare che la scuola cambi volto, è possibile invece prevedere che le assunzioni dei prof cambieranno la vita di molte famiglie italiane e potrebbero determinare una emigrazione da Sud a Nord, di insegnanti. La sterilità economica, infatti, ha diminuito il numero degli alunni nelle scuole del Mezzogiorno di ogni ordine e grado, mentre al contrario v’è stato, seppure in modo contenuto, un incremento demografico al Nord sia grazie alla ripresa delle nascite quanto alla maggiore presenza di cittadini extracomunitari residenti nelle regioni settentrionali.

Il saldo è il seguente: più studenti ma pochi prof residenti al Nord, meno studenti e molti prof residenti al Sud. Maggiori opportunità al Nord, dunque più domande, ed un trasferimento, probabilmente importante dei prof meridionali. Nell’anno scolastico 2014/15 furono il 40 per cento i prof meridionali al Nord, in futuro questa cifra è destinata ad aumentare; al Sud, invece, una tendenza opposta, dal 40 per cento al 37 per cento, in futuro.

La fetta dei precari siciliani, per fare un solo esempio, è molto ampia, 20 mila circa. In settembre dovrebbero ottenere l’assunzione una buona parte. Dove andranno e quanti saranno è ancora troppo presto per anticiparlo.

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