Veronica Panarello si gioca tutto. Chiusa nella sua cella del carcere di Agrigento, attende. E’ giunto il giorno più desiderato da quel maledetto 29 novembre scorso, quando suo figlio, il piccolo Loris Stival, otto anni appena, è stato rivenuto morto in un canalone abbandonato di contrada Mulino Vecchio, a Santa Croce Camerina, centro del Ragusano conosciuto per la pace dei luoghi e per avere fatto da scenario ad alcune puntate del Montalbano televisivo, adesso luogo che evoca inquietudini, disagio, morte.
VIDEOCAMERE RIVELATRICI? – Nel Palazzo di Giustizia di Ragusa si è tenuto l’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari Claudio Maggioni. Acquisite le videocamere di sorveglianza disseminate per Santa Croce Camerina che sono state prese in considerazione dagli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa e dai magistrati convinti della colpevolezza di Veronica. Della malvagità di Veronica. Della sua diabolica volontà di distruggere la vita del piccolo Loris; di quel figlio ingombrante, secondo l’accusa; indesiderato, secondo l’accusa; da eliminare come si farebbe col più molesto dei parassiti, secondo l’accusa. All’incidente probatorio, che si è svolto in udienza camerale, cioè a porte chiuse, oltre ai giudici e agli avvocati, ha partecipato pure Orazio Fidone, il personaggio ormai conosciuto come “il cacciatore”, l’uomo che ha trovato il cadavere del bambino, che si è fatto sedurre dalle lusinghe delle apparizioni televisive tanto da prestarsi a una grottesca messinscena organizzata da una inviata del programma pomeridiano condotto da Barbara D’Urso e smascherata da Striscia La Notizia.
Un Fidone che a fine udienza, però, si è espresso così: “Lasciatemi tornare nell’ombra e lasciate invece lavorare magistrati, investigatori e avvocati”. Ai quali ha augurato l’arrivo di “tempi migliori”. Fidone si è definito “tranquillo” e ha dichiarato di essere “tornato alla vita normale finalmente”, ma di essere amareggiato perché la vicenda “ha toccato la mia famiglia, ma per fortuna adesso tutto è quasi finito”. Quasi, perché “il cacciatore” è ancora indagato, per atto dovuto. “Non abbiamo nominato alcun perito, aspettiamo che si concludano le indagini, ma nei fatti il proscioglimento del nostro assistito è nei fatti”, hanno affermato i legali di Fidone Giorgio Assenza e Pietro Savà al termine dell’udienza. Secondo i penalisti la posizione dell’uomo non è stata ancora chiusa soltanto “per una questione formale, ma non sostanziale. Evidentemente – hanno spiegato – la Procura attende di chiudere le indagini prima di disporne il proscioglimento”.
LA MADRE ASSENTE – A proposito di richiamo del piccolo schermo, ha fatto effetto l’assenza della madre di Veronica Panarello, Carmela Aguzza, nel salotto della solita D’Urso ribattezzata Carmen, che si è concessa soltanto al microfono della conduttrice, che ne ha fatto un esempio di amore per la figlia carcerata, contro tutto e contro tutti, ma che in una giornata importante così come quella di oggi non è stata lì, a Ragusa, a trepidare, a sperare, ad attendere dalla voce dei legali le notizie della rassicurazione o dell’angoscia definitiva. Perché chi ha manifestato di credere nell’innocenza di Veronica invece c’è stato. All’interno del Palazzo di Giustizia sono stati presenti il padre della Panarello, Francesco, sua zia Antonella Stival, che hanno sempre difeso la donna accusata di quanto di più aberrante possa commettere un essere umano, una madre.
“DAVIDE MI CREDERA'” – “Alla fine lui mi crederà”. Ne è convinta Veronica, che ha parlato tramite il suo legale Francesco Villardita, il quale si è intrattenuto con la stampa a fine udienza. E’ convinta che suo marito Davide Stival si ricrederà, non la considererà più una bugiarda, che lui “potrebbe tornare dopo una rivisitazione critica dei fatti”. La Panarello inoltre “non ha rinunciato alla sua famiglia e spera ancora di rivederla”. Parlando con il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, la donna si è detta “sicura” dei fatti. “Ha una grande voglia di combattere, fisicamente sta meglio perché ha ripreso ad alimentarsi, ma psicologicamente è una donna assolutamente distrutta”, ha raccontato l’avvocato, che ha descritto la sua assistita una donna che “ha perduto tutto, un figlio è morto e l’altro più piccolo non lo può vedere per un provvedimento dell’autorità giudiziaria ed ha subito anche, per il momento, l’abbandono del marito. Lei nonostante tutto ha una grande ansia e allo stesso tempo un grande interesse e la voglia di combattere per dimostrare la sua innocenza”
VILLARDITA FIDUCIOSO – Il gip Claudio Maggioni ha nominato come perito l’ingegner Luca Losio, di Crema. Villardita ha nominato come consulenti Pierdavide Scambi e Cristian Mendola. La Procura ha nominato il direttore tecnico della Polizia di Stato Giovanni Tessitore. L’avvocato Daniele Scrofani, che rappresenta il papà di Loris, Davide Stival, valuterà se nominare un consulente di parte. Il perito ha avuto dal giudice 90 giorni di tempo per concludere le operazioni che gli sono state prescritte, ed ha fissato già una prossima udienza per il 26 giugno. Le operazioni di copia dei filmati dal server della Polizia di Stato in dvd da consegnare ai legali cominceranno probabilmente la prossima settimana. Sarà lo stesso perito del gip a fissare la prima data utile. “Finalmente è arrivato un momento in cui si ristabilisce l’equilibrio tra l’accusa e la difesa davanti a un giudice terzo”, ha affermato Villardita entrando nel Palazzo di Giustizia di Ragusa e ha ribadito a fine udienza. “La perizia – ha spiegato il penalista – servirà a estrapolare tutte le telecamere di Santa Croce Camerina per fare le copie forensi e capire quindi qual è la realtà di quel giorno. Finalmente potremo visionare non solo il cosiddetto dvd della ricostruzione, ma tutte le immagini”. Ecco perché ha chiesto una nuova perizia sull’allineamento degli orari dei video che, ha sottolineato, “noi abbiamo sempre contestato ed è determinante per la valutazione della mia assistita”.
IL MARITO NON CEDE – Il marito di Veronica ormai è distante. A quanto pare è un viaggio senza ritorno. “Davide Stival ha visto cose che sono in contrasto con le affermazioni di Veronica Panarello. E resta ferma la sua decisione di non volere vedere la moglie per il momento”. Lo ha affermato Daniele Scrofani, il legale del papà di Loris. Secondo l’avvocato “quello di oggi è un passaggio importante perché sarà determinante per l’esito finale dell’inchiesta. Noi per il momento non abbiamo nominato un consulente di parte, valuteremo se farlo nelle prossime settimane”. Il legale ha detto la sua anche sull’assegnazione in maniera esclusiva del fratellino di Loris al padre, specificando che non è scaturita da “un’istanza di parte, ma da un parere di specialisti che sono stati attivati su input della Procura per il Tribunale dei Minorenni di Catania. Non è un capriccio, ma una decisione che ha come priorità l’interesse del bambino”.












