La festa di San Giuseppe ha origini antichissime e si conserva ancora con tutto il suo fascino anche nei momenti di crisi. La Chiesa San Giuseppe in questi giorni con la dedizione del suo Rettore don Girolamo Capobianco e il Comitato (vedi foto) esprime il massimo del suo splendore in modo da onorare il Santo Patriarca amato dalla Comunità Ravanusana, la festa è in corso è sta arrivando al suo traguardo con il grande giorno, il 19 dedicato al Santo: ore 7,30: Sveglia alla Città; ore 9,30: Santa Messa della Comunità celebrata dall’Arc. don Mario Polisano; ore 10,00: I Sacri personaggi, grandi e piccoli accompagnati dalla banda musicale si recheranno in Chiesa partendo dalla scuola dell’infanzia di via Buozzi, con il Simulacro del Santo Patriarca San Giuseppe; ore 11,00: Santa Messa solenne con i sacri personaggi celebrata da don Vincenzo Avanzato, accompagnati dal coro musicale di Campobello di Licata; Benedizione e distribuzione dei “Vastuneddra”; ore 12,00: Sacra Rappresentazione; ore 18,00: Santa Messa celebrata dal don Girolamo Capobianco accompagnati dal coro polifonico San Giacomo di Ravanusa, segue Processione con la partecipazione di tutti i fedeli per le vie cittadine dove verranno allestiti gli altarini (tavuliddri); ore 22,00: Preghiera di ringraziamento al glorioso Patriarca San Giuseppe a seguire Fuochi d’artificio e Intrattenimento Musicale. Anche quest’anno diverse famiglie, associazioni di volontariato e scuole hanno preparato la tradizionale “Tavola” di San Giuseppe. Grazie all’aiuto della generosità della gente, oltre alla bellezza degli ornamenti e dolci vari che carattezzano “le Tavole”, si raccoglie anche, una grande raccolta alimentare che serve ad aiutare con amore e carità tante famiglie bisognose. Un modo gratuito per condividere la festa in onore a San Giuseppe nel desiderio che è nel cuore di ciascuno: “essere amato”. Alla “Tavola” vengono affiancati i personaggi della Sacra Famiglia che preparano la rappresentazione della Fuga in Egitto. Una volta la “Tavola” era una vera occasione di festa per i più poveri. Ancora oggi per “grazia ricevuta” si promette al Santo un “Tavola” che serve a fare festa con i più deboli sollevando il loro bisogno di affetto.












