massimiliano-mussoDomenica 15 marzo 2015 è stato lanciato in rete il Comitato Etico contro la Malagiustizia in Sicilia, che ha già raccolto l’adesione di centinaia di avvocati da tutta la Sicilia. Nel comitato etico seggono anche professionisti di altre discipline. Il comitato costituito a Palermo a inizio mese, si prefigge di fare uscire le carte dai palazzi e di raccontare fuori le storie più squallide ed eclatanti. Nel programma del comitato vi è anche la realizzazione di un vero e proprio talk show e di un reality. Tra i progetti in cantiere sul piano processuale il comitato caldeggia l’idea di utilizzare il processo telematico per garantire l’anonimato delle parti in causa, per così sottrarre il giudicante ai condizionamenti dei potenti. Sempre più, infatti, si percepisce una giustizia di classe, che trasforma la società in caste. Come recentemente affermato dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato, laddove il colletto bianco, nonostante delitti gravissimi, non varca la soglia del carcere, cento poveracci vengono afflitti ben oltre le rispettive pene. Per i portavoce del comitato, poi, nel contenzioso civile tra ricco e povero, tra potente e persona normale, si accentua la divisione della nostra società in caste, ragion per cui una giustizia “bendata”, potrebbe riportare nelle aule dei tribunali civili la convinzione che l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge non sia una favola per bambini ma un principio di diritto cogente ed inderogabile.

Per Vincenzo Sparti, noto avvocato del Foro di Palermo e coordinatore del Comitato nel Distretto della Corte d’Appello di Palermo, ha ragione Proudhon quando scrive che “E’ questo venire meno della giustizia che fa l’infelicità generale”. L’avvocato è convinto che la malagiustizia non solo sia concausa della crisi economica, ma che abbia concorso all’aggravamento del decadimento sociale e morale, facendo intendere che in questo paese essere disonesti paga. La recente riforma della responsabilità civile dei magistrati segna solo l’inizio di una battaglia di civiltà che lo Stato Italiano deve coltivare giacchè è ancora forte il retaggio culturale che vuole i magistrati assolutamente irresponsabili. Peraltro, non si comprende sulla base di quale sofisma. Ogni professionista risponde dei propri errori, anche quando il prezzo degli stessi è la vita di un essere umano (come nel caso dei medici). Si comprende la tentazione che dà la possibilità di essere irresponsabili, ma si tratta di caratteri incompatibili con uno stato moderno e democratico. Se serviranno correttivi bene, ma il principio di base che il magistrato è responsabile delle sue colpe, come qualunque cittadino, è rigorosa applicazione dell’art. 3 della Costituzione e di tutto il dettato costituzionale. Da una parte si incentiva il magistrato a stare attento e a porsi seriamente nelle questioni giuridiche, dall’altra si tutela un cittadino sovrano che in quanto tale non può subire alcun arbitrio, ma solo l’applicazione della legge”.


Coordinatore regionale del Comitato Etico è Lillo Massimiliano Musso, avvocato del Foro di Agrigento, che ha lanciato l’iniziativa con il seguente messaggio pubblicato sui più diffusi social network: “Oggi nasce il primo Comitato Etico contro la Malagiustizia in Sicilia. Il comitato è composto da giuristi ma non solo. La Giustizia è amministrata in nome del popolo, quindi dinanzi alla malagiustizia il popolo ha il diritto – ma soprattutto il dovere – di ribellarsi. Non si tratta di lagnarsi contro sentenze che colpiscono i potenti, questi ultimi infatti hanno tutti i mezzi per difendersi. Si tratta di prendere a cuore la causa di quelle persone normali che sbattono contro il muro della malagiustizia. Esiste la malasanità, esiste la corruzione, esiste il malgoverno. Ebbene, esiste anche la Malagiustizia. E noi le storie più squallide ed eclatanti le porteremo fuori dal palazzo e le faremo conoscere al mondo intero. Chiederemo commissioni di inchiesta laddove le ombre non ci consentissero di fare luce sul bene primario che appartiene alla civiltà democratica. La Giustizia vera e giusta, come l’uguaglianza di tutti dinanzi alla legge, è un diritto fondamentale della persona. Violazioni di questo nostro sacrosanto e irrinunciabile diritto non possono e non devono essere tollerate. Noi siamo dalla parte dei giudici onesti e vogliamo che i giudici onesti siano dalla nostra parte per inchiodare alle proprie responsabilità giudici corrotti e incapaci che distruggono la vita delle persone per bene, favorendo i ladri, i farabutti, i delinquenti e i criminali. Il Comitato non farà sconti a nessuno ed è già presente in tutte le quattro corti d’appello siciliane, con l’auspicio che in altre regioni possano sorgere comitati gemelli”.

Il Comitato Etico contro la Malagiustizia in Sicilia ha in preparazione un documento da trasmettere ai vertici della Magistratura in Sicilia, con cui si muovono osservazioni alle critiche mosse dai magistrati contro la nuova legge sulla loro responsabilità civile. “Se serviranno dei correttivi, per tutelare i magistrati in prima linea contro la criminalità attraverso il sequestro di grandi patrimoni, ad esempio, è chiaro che siamo i primi a desiderare che si introducano le giuste contromisure – afferma Musso in un comunicato stampa – ma dobbiamo stabilire anche con i magistrati che ci ascoltato su che ragionevole argomento poggi l’irresponsabilità del giudicante senza se e senza ma, che sin qui ha prodotto un’azione non marginale di disapplicazione della legge e di favoreggiamento proprio a quei gruppi criminali che si vogliono contrastare”.
Per il Comitato la nuova responsabilità civile dei magistrati anzi aiuterà il contrasto della corruzione e della criminalità.