Si sarebbe verificato in circostanze a dir poco sospette il decesso di un Agrigentino, R.S. di anni 70, avvenuto il 22 marzo 2015 presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.
Già nel dicembre 2014 il paziente agrigentino si era sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di una massa tumorale alla vescica.
Il 19 marzo 2015 recatosi presso il noto Nosocomio Nisseno per sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico di controllo, volto ad accertare la presenza di eventuali residui della massa tumorale, il paziente, nonostante i familiari avessero rappresentato l’opportunità di assisterlo continuativamente in quanto affetto da “spondilite anchilosante” e conseguente rigidità della colonna vertebrale, veniva lasciato solo in Sala Operatoria seduto su una sedia, anziché su un’apposita barella, in attesa dell’intervento.
Il paziente, frastornato dai prelievi pre-operatori, improvvisamente cadeva dalla sedia urtando violentemente per terra. Per la comparsa di dolori e un evidente ematoma al collo, l’intervento chirurgico non veniva effettuato e dopo una serie di accertamenti strumentali, quali TAC e Risonanza Magnetica, che documentavano una lesione alla colonna vertebrale, il paziente, dopo tre giorni di immobilizzazione a letto, decedeva davanti agli occhi attoniti dei propri familiari, la moglie e i tre figli, che tutto si aspettavano tranne che quel routinario accesso all’Ospedale sarebbe costato la vita al proprio congiunto.
La Procura della Repubblica di Caltanissetta adesso vuole vederci chiaro e nell’ambito del relativo procedimento penale che vede, tra medici e infermieri, nove indagati per il reato di omicidio colposo, il P.M. Dott. Davide Spina, a distanza di più di un mese dal decesso, ha disposto la riesumazione del cadavere per effettuare l’autopsia al fine di accertare se il decesso, come sembra, sia da collegare alla caduta.
L’ accertamento tecnico irrepetibile, dal P.M affidato al medico-legale Dott. Giuseppe Ragazzi di Catania, il medesimo consulente incaricato per il caso della piccola Nicole, si è svolto il 30 aprile presso la camera autoptica del cimitero di Piana Gatta ad Agrigento, alla presenza dei consulenti di parte degli indagati e del Consulente medico-legale, Dott. Manfredi Rubino di Palermo, nominato dagli Avv.ti Angelo Farruggia e Annalisa Russello a cui si sono rivolti, come parti offese, i familiari dello sfortunato paziente agrigentino.
Saranno adesso gli esiti dell’accertamento autoptico a chiarire le cause del decesso.
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