coldirettiIl formaggio si produce con il latte fresco e non con quello in polvere. E’ una delle certezze che sotto il pressing delle lobby industriali italiane l’Unione Europea rischia di annullare perché ha inviato all’Italia una diffida che obbliga ad eliminare il divieto di detenzione ed utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari destinati al consumo umano.

Il divieto è imposto dalla legge n. 138 dell’11 aprile 1974 che da oltre 40 anni garantisce all’Italia primati a livello internazionale. Per difendere il comparto anche dirigenti, allevatori e casari di Coldiretti Sicilia hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta stamani a Roma in Piazza Montecitorio perché i formaggi siciliani – sottolineano il presidente e il direttore, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo – rappresentano la storia e la cultura dell’Isola dove il ventaglio di produzione riesce a soddisfare tutti i palati. Il “pane e formaggio” è uno dei cibi preferiti anche dai bambini che proprio attraverso il gusto del latte trasformato da mani sapienti riescono a trovare la fonte di calcio necessaria per la crescita.


In tutt’Italia la Coldiretti ha un unico obiettivo: dire no al formaggio senza latte. Sarebbe una rovina per il tessuto economico determinante soprattutto nelle aree interne – aggiungono – . Siamo al paradosso di un’Europa che pensa a come eliminare secoli di storia agroalimentare nazionale e regionale. La nostra cultura casearia offre lavoro a migliaia di persone che in questo comparto continuano ad investire e anche a giovani che imparano un mestiere. E’ una battaglia senza sconti: il nostro tessuto economico dev’essere tutelato contro questi attacchi scellerati. In tutte le sedi della Coldiretti si potrà firmare la petizione per la tutela del Made in Italy, della qualità, e della distintività della filiera lattiero-casearia perché il provvedimento fa comodo solo a chi vuol continuare ad importare prodotti da spacciare come made in Italy – concludono Alessandro Chiarelli e Pisco Lucio Sorbo.

La storia dei formaggi in Sicilia risale addirittura ai fenici quanto l’Isola era abitata da pastori che conoscevano le tecniche di trasformazione del latte e di preparazione in pecorini – ricorda la Coldiretti. Ne parla anche Omero, nell’Odissea (Polifemo intento nella preparazione dei caci) così come Plinio il Vecchio, nell’opera “Naturalis Historia”, cita la Sicilia che esportava a Roma il “caprino” di Agrigento. Da questa antichissima tradizione deriva una variegata tipologia di formaggi fortemente legata ai territori di origine, di cui esprimono i significati più intimi, essendo ottenuti con il latte delle razze autoctone e con processi ed attrezzature tradizionali. Tra i tanti prodotti siciliani particolari spicca il maiorchino: un formaggio prodotto con latte di pecora e capra utilizzando complesse tecniche di lavorazione tramandate di generazione in generazione.