madonna_di_lourdes_039Più che la pace e il contrasto al ‘maligno’ sembra portare guerra in terra la Madonna di don Alessandro Minutella. Mancano tre giorni alla distribuzione dell’acqua con poteri terapeutici e esorcizzanti sgorgata nel giardino della ‘Piccola Nazareth’ la comunità carinese del parroco di Romagnolo  dove i fedeli hanno scavato su indicazione della Madonna per bocca proprio di Don Minutella, ed è scontro con la Diocesi di Monreale.

Mons. Pennisi aveva già vietato a Don Minutella di celebrare messa nella sua Diocesi. Ieri la sconfessione ufficiale delle visioni mariane del parroco, resa anche attraverso la pagina facebook della Diocesi, che ormai si è progredita ed usa i social network.


“In seguito alle notizie sui fatti riguardanti le pretese attività “soprannaturali” di don Alessandro Minutella, pubblicate da alcuni organi d’informazione -. scrive l’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi – la cui risonanza si è espansa in modo virale sui social network, sembra opportuno far sentire la voce della Diocesi, che sta seguendo con attenzione lo sviluppo di questi eventi. Poiché “le divine locuzioni” di cui don Minutella è artefice vengono ampiamente diffuse online, e rappresentano un serio rischio per il profondo turbamento di molte coscienze, si precisa che sono ingannevoli e forvianti le sue “profezie” e che la loro diffusione mette seriamente a rischio la genuina devozione popolare verso la Madonna, gli Angeli e i Santi”.

Non ci sono dubbi, per la Diocesi sulla falsità di questi eventi “È quanto meno strumentale l’invenzione dell’acqua miracolosa – aggiunge – che avrebbe poteri soprannaturali e terapeutici, perché gioca con la sacra sensibilità dei semplici che vivono seri momenti di prova. Corre l’obbligo di avvertire tutti i fedeli che tali pratiche oltre ad essere contrarie al volere della Chiesa, sono fortemente sospette di manipolazione delle coscienze. Per questo, chiunque assiste a tali illecite “funzioni” di don Minutella, al quale era già stato vietato formalmente di celebrare l’Eucaristia o altra azione liturgica presso il cosiddetto centro “Piccola Nazaret” di Carini, corre gravi pericoli per la propria fede”.

Immediate le reazioni già su facebook. oltre 600 condivisioni delle dichiarazioni della Diocesi e un violento contrasto verbale fra chi giura l’onestà di Don Minutella e attacca la Diocesi e chi, invece, plaude alla scelta di intervenire ‘contro’ la diffusione delle credenze e dell’abuso della credulità popolare.

Ma le critiche non si sono fermate al mondo social. Un gruppo di fedeli si è radunato sotto palazzo arcivescovile a Monreale in attesa che il vescovo uscisse per recarsi a palermo alla conferenza episcopale siciliana. Lì è stata una aggressione verbale. La piccola folla si è assiepata intorno all’auto del Monsignore impedendole di andare via. Sono volate parole grosse. I fedeli di Don Minutella lo hanno redarguito invitandolo in modo vibrato a non assumere mai più posizioni come quella resa pubblica su facebook e con un comunicato della Diocesi.

Secondo alcuni passanti si sarebbero udite anche minacce fisiche tanto che in Diocesi hanno temuto il peggio ed avvertito i carabinieri. Solo all’arrivo dei militari ha consentito mdi far tornare gli animi alla calma e l’auto di Monsignor Pennisi ha potuto allontanarsi.

Mons. Pennisi ridimensiona l’accaduto ma la tensione in diocesi è palpabile. Lunedì, infatti, è annunciata la distribuzione dell’acqua benedetta di Don Minutella e proprio lunedì Mons. Pennisi è atteso a Carini per la festa del SS Crocifisso.

Don Alessandro Minutella rompe il silenzio e, di ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorie (luogo teatro della più contestata apparizione mariana) parla delle sue visioni anche se non risponde al vescovo se non in maniera indiretta. lo fa con una dichiarazione rilasciata al Giornale di Sicilia oggi in edicola.

“Non ho mai parlato di apparizioni, visioni o messaggi – dice – ma di locuzioni interiori che non sono rivolte a me ma a tutti. Ho risposto a ciò che la Madonna mi ha chiesto. Lei vuole un cammino di penitenza. E’ preoccupata per l’umanità segnata da paura, angoscia, invita alla confessione sacramentale”.

Parole che possono sembrare un ridimensionamento ma in realtà non lo sono “Mi sono attenuto ai divieti che mi erano stati imposti dalla Diocesi. se il mio è un dono lo si capirà dai frutti che porta e ci sono. La Madonna sta passando dalle nostre parti e ha scelto me. Ciò mi porta sofferenza e fatica ma non posso sottrarmi. Io obbedisco e basta”

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