sindaciUn nuovo incontro, questa mattina a Corleone del Vice presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, Sindaco di Canicattini Bagni, sulla situazione finanziaria e di programmazione dei Comuni siciliani, “sempre più soli e privi di risposte dai governi nazionali e regionali”.

Un incontro piu’ che positivo per la massiccia partecipazione da tutta la Sicilia dei Sindaci e per la condivisione dei temi che sono stati posti in discussione. Dall’inizio dell’anno, ha ricordato Amenta, “nelle casse dei Comuni non c’è piu’ un centesimo, non c’è liquidità, da qui il ricorso alle scoperture per pagare stipendi, i precari e i fornitori. D’altra parte, va ricordato, che negli ultimi quattro anni i trasferimenti correnti destinati ai Comuni sono passati da 900 milioni di euro a circa 400 milioni. Un taglio impressionante che ha prodotto una riduzione drastica dei servizi e della qualita’ degli stessi nei Comuni”.


“Non abbiamo piu’ come farci ascoltare da Governi sordi che non riescono a comprendere la devastante situazione degli Enti Locali – ha detto il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta -. Siamo arrivati alla fine di settembre e ancora attendiamo parte delle quote relative alle spese correnti e investimenti che si dovevano trasferire ai Comuni per il 2014, cosi’ come siamo ancora in attesa di gran parte delle somme relative agli stipendi dei precari, sempre per il 2014, eppure noi gli stipendi li abbiamo garantiti anche per il 2015, indebitandoci, perche’ non si possono gettare intere famiglie nel baratro. Non parliamo poi del 2015 – aggiunge Paolo Amenta – per quest’anno c’e’ il vuoto completo e nei Comuni non siamo piu’ in grado di poter approntare, a tutt’oggi, i Bilanci di previsione, proprio per l’incertezza delle entrate. In piu’ siamo stati penalizzati con l’introduzione del Decreto 118 che impone ai Comuni di creare nei propri bilanci un fondo di salvaguardia a garanzia dei residui di dubbia esigibilita’. Come dire un’ulteriore spending review che riduce risorse dai bilanci gia’ svuotati”.

Una situazione, dunque, aggravata a livello finanziario dai tagli sempre piu’ consistenti, ma soprattutto, ha ricordato il Vice Presidente di AnciSicilia nell’incontro di oggi con i colleghi Sindaci, “dalla mancata applicazione in Sicilia del Federalismo Fiscale, e da un piano delle riforme ancora fermo al palo, o fortemente in ritardo rispetto ai bisogni dell’Isola, come nel caso della gestione dei rifiuti ormai al collasso, che rischia di aggravare la gia’ drammatica situazione finanziaria degli Enti, gravando ulteriormente sui cittadini ormai allo stremo, vista la mancanza di impianti in Sicilia dove poter conferire indifferenziato e differenziato”.

“Quello che chiediamo – ribatte Amenta – e’ un ulteriore aumento delle risorse sociali per garantire servizi di qualita’ alla persona. E per quanto riguarda i fondi comunitari, unica risorsa oggi in circolazione, contrariamente a quello che vuole fare la Regione Sicilia, continuando ad accentrare tutto nei vari Dipartimenti regionali, perpetrando cosi’ il dispendio degli anni passati per cui anche la Commissione Europea ci ha bacchettati, i Sindaci chiediamo che almeno per il 50% venga destinata direttamente ai territori per le progettazioni dal basso, per creare occasioni di reale sviluppo e occupazione. Si dara’ cosi’ maggiore responsabilita’, come dicono le direttive comunitarie, alle organizzazioni territoriali, vedi CLLD, che sostituiscono i Gal, facendo diventare le comunita’ leader del proprio sviluppo. Aggiungendo un’altra sfida, che e’ quella di aumentare e migliorare l’incidenza della spesa comunitaria diretta rispetto a Bruxelles, i famosi 70 miliardi che si spendono nelle varie regioni d’Europa, dove la Sicilia in questo momento incide solo per lo 0,01%. Infine – conclude il Vice Presidente Paolo Amenta – non dimentichiamo il cappio al collo posto ai Sindaci e ai loro cittadini dal Patto di Stabilita’, e come ho detto anche dal Decreto 118, privandoli di fare investimenti e quindi alimentare l’economia locale. I Comuni sono gli unici che hanno realmente tagliato la spesa pubblica, per cui va rivisto questo provvedimento”.

Da Corleone e’ stato dato il via al tour di incontri che si terranno in tutta la Sicilia sui problemi finanziari dei Comuni e sulla programmazione comunitaria 2014-2020, ad iniziare dal dare vita, com’e’ stato deciso dai Sindaci, ad “unita’ territoriali”, una sorta di “area vasta”, per arricchire gli obiettivi di integrazione e cooperazione che possono rendere la Sicilia produttiva e competitiva, in una realta’ globale.