Bilanci falsati per occultare perdite finanziarie danneggiando soci e risparmiatori. La Procura della Repubblica, al termine di un’indagine molto complessa, chiede il rinvio a giudizio dell’ex presidente e dell’ex vicepresidente della Banca di credito cooperativo San Francesco di Canicattì.
I due imputati sono accusati di avere eseguito una serie di operazioni in danno dei creditori. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai pubblici ministeri Andrea Maggioni e Matteo Delpini.
L’ex presidente in particolare è accusato di avere “con l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico dei risparmiatori e al fine di conseguire per sé e per altri un ingiusto profitto, esposto nel bilancio di esercizio del 2010 fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Banca alterandola in maniera sensibile e superiore alle soglie di legge, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione”.
Ai due ex amministratori i magistrati contestano di aver omesso di comunicare la presenza di situazioni di l’incompatibilità con l’incarico ricoperto avendo uno la figlia titolare di un rapporto di brokeraggio assicurativo con gli stessi clienti dell’Istituto di credito, mentre l’altro aveva un nipote che da esterno procacciava gli stessi contratti.












