“L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero”, Oscar Wilde sapeva dipingere al meglio l’animo umano, e se avesse vissuto a Racalmuto o, almeno, vi avesse soggiornato qualche giorno, avrebbe arricchito ancor più il suo ragguardevole repertorio di aforismi. Gli ottimisti a Racalmuto sono oramai una rarità, debellati da vent’anni in cui sono stati colpiti dalle più svariate patologie, acute o croniche, dalle quali molti non si sono più riavuti. I pessimisti invece hanno capito tutto e sono pure aumentati, sono coloro che sanno muoversi al meglio e trarre vantaggio da ogni situazione. Il mondo non lo possono migliorare, tanto vale utilizzarlo a proprio uso e consumo. In mezzo ci siamo noi cittadini con le coscienze ormai addormentate, senza più la voglia di protestare e, quasi, disposti a subire le più svariate angherie.
Gli ottimisti non sono del tutto scomparsi, alcuni sono sopravvissuti, basti pensare al blogger in salsa paesana, che al tempo del regno commissariale si era elevato “coraggiosamente” a Masaniello locale, ma che oggi ha deciso di non contestare, oppure è proprio convinto che tutto vada per il verso giusto e che oramai Racalmuto “sia il migliore dei mondi possibili”.
Il nostro amato sindaco, invece, è un inguaribile ottimista, è riuscito a non ammalarsi mai, superando indenne le varie ere che si sono susseguite e ancora oggi cerca di contagiarci dicendo che tutto va bene. Forse il momento positivo riguarda solo la sua persona, ma sicuramente il paese grida lacrime e sangue, si spopola, si impoverisce e sta raggiungendo il punto di non ritorno. Naturalmente il nostro traghettatore si contorna di validi consulenti, che notoriamente hanno sempre avuto a cuore il bene del paese, sacrificando il proprio benessere. Questi, pur non essendo stati nominati dal popolo, partecipano alle giunte (cosa perseguibile dalla legge), mediano fra Consiglieri ed Amministrazione e fra dirigenti e altri precari. Insomma, dei facilitatori presenti da più di vent’anni e che influenzano le sorti di questo paese con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Intanto dieci famiglie bisognose non possono ancora accedere negli alloggi popolari, pur avendo prodotto domanda ben quattro anni fa. Tali costruzioni sono ormai divelte e distrutte e toccherà naturalmente a noi cittadini pagare tutte le riparazioni. Se si fosse fatto in tempo sicuramente tutto questo non sarebbe successo e quindi avremmo dieci famiglie soddisfatte, senza spendere ulteriori somme ai danni dei cittadini, ma sarebbe stato troppo facile, non credete?
Il costo dello smaltimento dei rifiuti rimane a livelli altissimi, tale e quale a quello del 2014, anche se il nostro Sindaco sostiene che è diminuito, forse si confonde con la tassa che è scesa grazie al recupero sugli stessi cittadini delle imposte pregresse, quindi capitoli diversi ma le tasche sono sempre quelle. La raccolta differenziata rimane un miraggio (anzi si dice che fra un po’ arriverà pure una bella multa e chi la pagherà?), la spazzatrice rimane posteggiata in contrada “Piano Corsa”, il centro per la raccolta differenziata non dà alcun beneficio a tutti noi e il paese rimane immerso nell’immondizia e nella sporcizia.
I fondi Anas, che avrebbero dovuto essere spesi con celerità ed efficienza, giacciono ancora in un conto non meglio precisato e i progetti sbandierati sono ancora nell’oblio delle buone intenzioni, forse tra primo stralcio di un progetto e la strada di campagna di un consigliere non riescono a mettersi d’accordo. Sbrigatevi a decidere perché a fine marzo se li riprendono. Tanto, nel caso, ci perdono tutti i racalmutesi.
Signor Sindaco, da presidente, quindi legale rappresentante, cosa vuole farne della Fondazione Sciascia, vuole tenerla come una bomboniera a prender polvere, come avviene da vent’anni a questa parte o vuole farla funzionare davvero? Non basta andare in un Ministero o in un Assessorato con il piattino in mano, quando non si partecipa a bandi da 50.000 euro per dimenticanza e non curanza. La grande new entry del CDA è stata scelta fra una rosa di agguerriti contendenti, per dare slancio a questa istituzione, infatti, da quel giorno la luce del suo ufficio all’ex centrale è sempre accesa, chino sulle carte alla ricerca di un’idea per rilanciare una fondazione ormai sulle ginocchia, che non è capace di far vivere se stessa, figuriamoci di innescare la scintilla del turismo nel nostro Paese. Eppure il motivo principale perché un turista senta l’esigenza di visitare il nostro territorio è proprio la presenza della fondazione Sciascia, ma purtroppo cosa può offrire per adesso? Niente. Nella maggior parte dei casi il popolo racalmutese la vede come un qualcosa di elitario e lontano, anche se è stata creata e ha sopravvissuto fin adesso con i soldi dei cittadini. Si cominci, quindi, dal popolo, organizzando incontri, corsi, attività che possano interessarlo e coinvolgerlo; perché Sciascia l’ha donata ai Racalmutesi per il mondo intero, con lo scopo di elevare il nostro paese a culla del sapere e della cultura. Parallelamente si svolgano attività rivolte all’esterno, come mostre, convegni, seminari, giornate di studio e concorsi, in modo da attivare un circolo virtuoso che porti fondi e gente nel nostro paese. Tutto questo, naturalmente, deve essere supportato da strade pulite, da un centro storico accogliente, dal rispetto civico e delle regole, che fin adesso sono ben lungi dal venire.
In una cosa il nostro Sindaco è efficientissimo e puntuale come un orologio, lì non si sgarra, bisogna essere precisi, l’indennità deve essere corrisposta mensilmente e per intero, in barba alle promesse elettorali, non si dica che cotanta attività amministrativa non venga retribuita in maniera corretta. Tale efficienza e precisione è stata assimilata anche dai consiglieri comunali di maggioranza, che hanno deliberato il gettone di presenza, 25 miseri euro che saranno tolti anch’essi dalle tasche dei cittadini per lenire le fatiche di questi grandi eroi che ci difendono e rappresentano con grandi risultati e soprattutto con un’incessante e costante lavoro, i cui risultati sono tangibili e verificabili (chi li ha visti?). Naturalmente il Presidente del Consiglio prenderà una bella indennità, circa 1.300 euro al mese, per la sua partecipazione alla vita del Paese e il suo continuo impegno di rappresentanza vicina ai bisogni dei cittadini (chi l’ha mai vista?). Eppure molti Consiglieri dicevano che avrebbero destinato le varie prebende alle famiglie bisognose. Bene, perché non l’avete fatto?
Certo i soldi mancano e mancheranno sempre di più in futuro, ma perché non cominciamo a ridurre le spese per l’energia elettrica e le rette di ricovero? Che oramai rivestono un’elevata percentuale dei costi comunali, forse fanno comodo ad alcuni?
Tutti quelli che sostenevano che Emilio Messana sarebbe stato il miglior Sindaco possibile dove sono? Cosa fanno? Cosa dicono? Continuano ad elemosinare qualche briciola di pane senza vergognarsi? A volte ci sembrano un po’ stupidi, perché le delibere di giunta vengono pubblicate. Assumetevi la responsabilità della vostra scelta fallita e rifallita e abbandonate l’arroganza e la tracotanza che a volte potrebbe fare molto male e dimettetevi anche da cittadini di Racalmuto, per il quale non avete fatto mai qualcosa di positivo.
Caro Sindaco di questi tempi amministrare in un paese come Racalmuto è un atto di coraggio e di sacrificio, non basta l’ordinaria amministrazione, perché porta alla morte sociale e istituzionale, ci vogliono risposte concrete non sorrisini. I problemi sono tanti e quelli fin qui esposti ne sono solo una parte, sappiamo di certo che non è facile, ma se non si comincia di sicuro non si va da nessuna parte. A quasi due anni dal suo insediamento le problematiche esistenti si sono amplificate e molte se ne sono aggiunte, quindi non pensa che la sua amministrazione sia fallimentare? Non pensa di fare del male ai propri cittadini e alle generazioni future? Non sarebbe il caso di dimettersi prima che sia troppo tardi e dare la possibilità al popolo di non sbagliare più? Sarebbe un atto di coraggio e di benevolenza verso un paese che non ha più la forza di reagire e che ha bisogno di una scossa che lei e i suoi pessimi(sti) consulenti, non potete e non volete dare, perché citando Balzac: “Bisogna salvare i popoli malgrado loro”.
Comitato Cittadino “Racalmuto Civile”



















