Una sfida niente affatto sicura e per nulla rispettosa della privacy. Dei propri figli. Sta girando in rete, su Facebook, una nuova catena di Sant’Antonio che ha come protagoniste le mamme e i propri bimbi immortalati per sfida in tre foto che ritraggano i momenti familiari felici. Ma attenzione perché dietro l’angolo, anzi dietro il post, non ci sono solo i volti compiaciuti della propria rete di amici che guardano sorridenti il post, ma si nascondono (e molto bene) anche tanti malintenzionati.
L’allarme arriva, quasi in tempo reale, dalla bacheca Facebook della polizia, che invita tutte le persone che aderiscono alla “sfida delle mamme” ad avere la massima prudenza: “Non postate le foto dei bambini, il 50% delle immagini va su siti pedopornografici”.
Certo, resistere alla tentazione di mostrare quelle guanciotte rosa orgoglio di mamma è davvero difficile, soprattutto quando la catena web richiede di postare tre foto che “rendono felice di essere mamma”, invitando altre amiche e conoscenti a fare lo stesso.
Ecco cosa succede a chi aderisce alla sfida delle mamme, prima di tutto si viene nominate e poi si nominano altre sei amiche eccezionali, allargando di tag in tag il bacino di utenza di persone che riusciranno a vedere le proprie foto. La modalità della nomination, già utilizzata per altre catene in voga sul web, sta tappezzando pagine e pagine del popolare social network di foto di bambini e famiglie felici. “Sono stata nominata per postare qui 3 foto che mi rendono felice di essere mamma – si legge nei vari post –. Nomino 6 mamme che trovo fantastiche per la sfida delle mamme, chiedo loro di inviare a loro volta 3 foto. Copia e incolla questo testo e nomina altre super mamme”.
La polizia postale però, sulla pagina ufficiale “Una vita da social”, ha messo in guardia le donne che hanno aderito all’iniziativa e scrive: “Mamme, tornate in voi – si legge –. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in internet. O quanto meno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi”.
“L’obbligo dei genitori è quello di tutelare l’immagine dei propri figli – spiega Marcello La Bella, dirigente della polizia postale di Catania – in quattordici anni di attività tra le fila della Polizia Postale ho potuto constatare con mano la drammatica frequenza con cui le foto dei bambini, postate dai loro genitori sui social network, vengono rubate e manipolate per poi finire in siti pedopornografici del deep web. Questa è la cosa peggiore che possa accadere, ma in linea generale l’esposizione può mettere a rischio l’immagine del minore. Il primo consiglio, dunque, è quello di non caricare foto e video dei bambini in rete, se poi proprio non si resiste, cercare di limitarne al massimo l’accesso tramite i massimi filtri della privacy”.
Eva Spampinato












