coltelloal comando dei carabinieri di Santa Croce Camerina s’è presentata una donna zoppicante e grondante sangue. Il militare che l’ha ricevuta, compresa al volo la gravità dell’accaduto, ha chiamato altri carabinieri e la guardia medica.

Mentre la donna veniva curata – ne avrà per venticinque giorni – i carabinieri hanno avviato le indagini. La vittima conosceva l’aggressore, un 41enne nullafacente incensurato: i due sono stati conviventi e hanno due figli. Lui non si rassegnava alla separazione dalla convivente, con la quale ha due figli, è tornato dalla Romania a Santa Croce Camerina in autobus, nascosto tra le serre, ha aspettato che lei rincasasse e poi l’ha aggredita alle spalle tappandole la bocca e tenendole il coltello sul collo.


Dopodiché tirandola per i capelli l’ha trascinata all’interno di un casolare abbandonato dove l’ha ripetutamente colpita a calci e pugni. Quindi le ha mollato due fendenti con un grosso coltello da cucina. Il primo, andato a segno, alla coscia destra. Il secondo, diretto all’addome, sarebbe stato sicuramente letale ma la donna, spinta dalla disperazione e dall’istinto di sopravvivenza, è riuscita a frapporre la mano destra e intercettare la lama, rimanendo gravemente ferita al palmo della mano.

A quel punto, strattonandola, ha buttato la donna in terra, dove ha sbattuto la nuca ed è rimasta incosciente. Convinto di averla uccisa si è fumato una sigaretta e ha chiamato il cognato (marito di sua sorella) comunicando di averla uccisa: il cognato e la sorella si sono precipitati sul posto a vedere.

La donna, che nel frattempo s’era ridestata ma che fingeva di essere morta per evitare di essere ammazzata per davvero, a questo punto ha aperto gli occhi e ha chiesto aiuto ai parenti. L’ex convivente è fuggito a gambe levate gettando il coltello in un canneto.

Ricostruita così la vicenda, i carabinieri si sono messi alla ricerca dell’uomo e l’hanno rintracciato dalla sorella, ammanettato e arrestato. Nella tasca della sua giacca hanno trovato il telefonino della vittima. Quindi hanno portato l’arrestato in campagna e hanno cercato il coltello, riuscendo a trovarlo non lontano dalla catapecchia abbandonata. I carabinieri vi hanno trovato copiose quantità di sangue.

Nel frattempo la donna è stata portata in sala operatoria al Guzzardi di Vittoria dove i chirurghi le hanno ricucito tutte le lesioni tendinee al palmo della mano e la ferita alla coscia. Alla fine del lungo e laborioso intervento è stata ricoverata a ortopedia.