In Sicilia non si placano le proteste contro il piano di riordino della rete ospedaliera, predisposto dalla Regione e che recepisce il decreto Balduzzi. Il piano, che prevede tagli di pronto soccorso, chiusura di reparti e riduzione di posti letto in alcuni ospedali, ha già innescato un vespaio di reazioni ed è stato oggi disconosciuto dallo stesso Governatore Rosario Crocetta che parla di “indiscrezioni giornalistiche” come conseguenza delle linee indicate dal Ministero della Salute.
Da ieri intanto a Niscemi, comune di 28 mila anime in provincia di Caltanissetta, il sindaco Franco La Rosa occupa il pronto soccorso che rischia la chiusura.
A Cefalù, dove con il nuovo piano l’ospedale Giglio rischia di essere ‘declassato’, i dipendenti, che da oggi sono in stato di agitazione, hanno scritto una lettera a Papa Francesco. E pure i vescovi siciliani si sono schierati dalla parte dei cittadini esprimendo preoccupazione “per il depotenziamento delle strutture sanitarie” e auspicando che “i criteri di riorganizzazione della sanità siano ispirati alla dignità della persona umana, salvaguardando le zone disagiate e periferiche”.
L’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi (Pd) cerca di gettare acqua sul fuoco e parla di avvio di un’interlocuzione con Roma e della necessità di un confronto a tutti i livelli. “L’ipotesi di rimodulazione della rete ospedaliera della Regione portata nei mesi scorsi al tavolo di verifica nazionale – dice Gucciardi-, è evidente che necessitava di successivi passaggi democratici sui territori ed ovviamente dei passaggi istituzionali nella commissione parlamentare e nella giunta di governo”.
Gli fa eco il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il quale sottolinea la mancanza di “alcun documento ufficiale” relativo al fantomatico Piano.
“Fino a oggi – spiega – non risulta depositata agli atti dell’Ars alcuna proposta di modifica della rete ospedaliera che, comunque, necessita del parere della commissione Sanità”.
A chiarire ci pensa anche il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che in una nota afferma: “le linee che vengono fuori in questo momento da indiscrezioni di stampa, rappresentano proiezioni delle conseguenze di scelte del ministero della Salute, l’assessore Gucciardi non ha presentato alcun progetto a Roma”.


















