24864048981_64e92a660b_bSecondo l’AD di FS Mazzoncini, il trasporto ferroviario nei prossimi decenni subirà un’inversione di tendenza: la gente si sposterà sempre più da Nord a Sud e non il contrario. Complice anche un’inevitabile prevedibilissimo sviluppo dei commerci e delle economie del continente africano.

 


Questa è la previsione che sta spingendo le Ferrovie dello Stato ad adottare un piano industriale che rinforzi le infrastrutture e le tratte ferroviarie, rendendo possibili maggiori spostamenti dal Nord verso il Sud. Il motivo? Nelle previsioni dei vertici di Ferrovie, ci sarà un netto miglioramento delle condizioni economiche del Sud e dei relativi pagamenti, con la prospettiva che vedrà molti professionisti spostarsi quotidianamente verso la Sicilia e le altre regioni meridionali.

Benvenuti al Sud: gli investimenti di FS

Il piano industriale, presentato dallo stesso Renato Mazzoncini, mira al rafforzamento delle tratte ferroviarie e nel prossimo futuro, alla creazione di una linea diretta Napoli-Palermo: a differenza delle credenze popolari, molti lavoratori nutrono l’esigenza di spostarsi dal Nord al Sud, e non necessariamente il contrario.

 

E la convinzione di FS è forte, tanto che nell’operazione sono già stati investiti più di 8 miliardi di euro ma, come ammesso dallo stesso amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ci vorrà qualche anno prima di poter vedere finita questa grande opera. E quando ciò accadrà, gli spostamenti saranno così veloci che le tante ore oggi necessarie per spostarsi saranno solo un lontano ricordo.

 

Il piano di FS è favorire anche i cittadini meridionali, nello specifico i siciliani, considerando le distanze e le complicazioni che separano l’isola dal resto dell’Italia. Questa mission, però, partirà solo dopo la risoluzione dei problemi relativi alla Salerno-Reggio.

La nuova tratta che collegherà Napoli a Palermo potrà coinvolgere anche il Ponte sullo Stretto che, oggi, rappresenta un progetto finalmente credibile e potenzialmente realizzabile se considerato come un essenziale segmento del corridoio europeo Scandinavo – Mediterraneo. Secondo FS, infatti, il Ponte potrebbe essere progettato proprio come un’infrastruttura ferroviaria, ovvero percorribile dai treni e simile ad una galleria o ad un classico viadotto.

 

In questo modo, il costo di realizzazione verrebbe abbattuto: a fronte degli oltre 8 miliardi di euro che servirebbero per realizzarlo come opera stradale, il progetto di Ferrovie dello Stato verrebbe a costare circa 4 miliardi di euro, ovvero quanto una normale grande infrastruttura di livello europeo. Perché non sarebbe più realizzato in base a un modello di Project Financing che fa lievitare i costi a causa degli alti tassi di finanziamento dell’opera, ma come elemento essenziale del corridoio finanziato anche con fondi pubblici europei .