Un pianoforte dell’800, una sala intima e raccolta, tre musicisti che dialogano attraverso i loro strumenti in un appassionato intreccio sonoro: questo è stato lo scenario a cui ha assistito il pubblico di Riesi il 25 marzo presso l’Istituto Valdese Servizio Cristiano nell’esecuzione del trio Palmòs (Emanuele Anzalone, clarinetto; Paolo Pellegrino, violoncello ; Carmelo Mantione, pianoforte). Clarinetto,violoncello e pianoforte: tre strumenti appartenenti a famiglie diverse che collaborano ora amalgamando ora contrapponendo i loro timbri all’unico fine di cercare la profondità dell’ essenza musicale,in un repertorio che comprende grandi opere di grandi compositori. Il maestoso trio opera 114 di Brahms ha costituito la prima parte del concerto immergendo subito il pubblico in un clima di grande tensione espressiva che spazia dalla più delicata tenerezza alla stentorea potenza del suono quasi orchestrale del compositore di Amburgo. Nella seconda parte del concerto il trio opera 11 di Beethoven ha condotto il pubblico in altri territori dell’espressione musicale : la bellezza apollinea delle simmetrie classiche genialmente increspate dalla forte personalità beethoveniana che tutto trasforma e piega alla sua grande ispirazione;l’ idillica serenità del secondo movimento alternata a momenti di alta drammaticità; l’efficace ironia di un terzo movimento che si sbizzarrisce tra virtuosismi ed eleganti giochi timbrici nel variare un tema assai caro all’epoca del compositore. Il pubblico ha accolto calorosamente le esecuzioni dei tre musicisti dimostrando il proprio gradimento attraverso fragorosi applausi e la richiesta di un bis. Il trio ha congedato gli ascoltatori con il terzo movimento del trio di Nino Rota del 1973, composizione spumeggiante e ricca di ironia alternata a fine lirismo: tratti tipici della scrittura del compositore italiano.


















