Assegnata la scorta a Maria Grazia Brandara, commissario straordinario di Licata, dopo le gravi minacce subite. A deciderlo il Comitato per l’ordine e la sicurezza riunito alla prefettura di Agrigento. Brandara ha ricevuto in municipio una missiva con il disegno di una bara e il riferimento all’impegno contro l’abusivismo edilizio: “Rischiati di toccare le nostre case e ti sgozziamo, ti scanniamo”.
“E’ stata valutata la gravita’ della situazione, assumendo i provvedimenti necessari a tutela della sicurezza del commissario straordinario”, spiegano dalla prefettura. Brandara guida l’amministrazione dopo la sfiducia votata dal Consiglio comunale nei confronti del ex sindaco Angelo Cambiano, da tempo bersaglio di intimidazioni e sotto scorta per il suo impegno sul fronte delle demolizioni degli edifici illegali. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sulle minacce ricevute dal commissario straordinario, assicurando “massima attenzione sia sul piano investigativo sia su quello della sicurezza”. Ieri Brandara aveva manifestato i suoi timori, non escludendo la possibilita’ di lasciare l’incarico. Per il momento, quindi, restera’ invece al suo posto.
l segretario generale della Cgil AGRIGENTO, Massimo RASO, esprime, a nome dell’intera organizzazione, solidarietà a Maria Grazia Brandara per l’atto intimidatorio subito.
“ La CGIL è da sempre vicina a tutti quelli che si battono affinché si affermino legalità e giustizia, pertanto non possiamo che tornare ad esprimere vicinanza e solidarietà a Maria Grazia Brandara che già in passato è stata oggetto i minacce.
Si tratta di un gesto che va condannato e sul quale ci auguriamo si faccia presto chiarezza.
Ma, insieme alla solidarietà ed alla vicinanza, doverosi in casi come questi, vogliamo tornare ad esprimere la nostra forte preoccupazione per questa “escalation” di minacce e intimidazioni a danno di Persone impegnate nelle Istituzioni che, ovviamente, finiscono con rappresentare la “prima linea”.
Occorre rafforzare i presidi di legalità e sicurezza ed incrementare l’attività del “fronte sociale” di non accettazione di questo clima di intimidazione e paura.
Occorre svelenire questo clima che si è determinato a Licata.
Occorre evitare le personalizzazioni: non esistono Sindaci o Commissari demolitori, esistono sentenze passate in giudicato che debbono essere eseguite pena l’estinzione della certezza della pena.
Le sentenze sono frutto delle Leggi che ci siamo dati e che devono essere rispettate, in assenza delle quali ci sarebbe il libero arbitrio ed il far west! “
Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, rivolge alla commissaria del Comune di Licata, onorevole Maria Grazia Brandara, che ha ricevuto una lettera di minacce di morte, un messaggio di solidarietà e di incoraggiamento, e afferma:
“A Maria Grazia Brandara, persona di profondo spessore umano e di brillanti capacità amministrative, già purtroppo destinataria in passato di altri deprecabili gesti dello stesso genere, sono vicino e solidale, rinnovandole stima e apprezzamento, sostegno e condivisione del momento difficile che sicuramente saprà, come sempre, superare”.
In un comunicato l’associazione A Testa Alta esprime vicinanza al Commissario Straordinario Maria Grazia Brandara, per la lettera di minacce recapitatagli.
“Esprimiamo la più ampia solidarietà e vicinanza al Commissario Straordinario del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara, per il vile gesto intimidatorio perpetrato nei suoi confronti.
Siamo certi che la dottoressa Brandara continuerà la sua azione amministrativa con la stessa determinazione che l’ha contraddistinta nel corso del suo precedente incarico di Commissario Straordinario del Comune di Licata, quando ha adottato importanti atti e indirizzi in materia di trasparenza e di contrasto al malaffare: dal riconoscimento di agevolazioni sui tributi locali in favore delle vittime di usura e racket all’obbligo di costituzione di parte civile dell’Ente in tutti processi penali riguardanti i reati dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione e i reati di associazione mafiosa commessi nel territorio. Di primaria importanza, i provvedimenti approvati in tema di beni confiscati alla criminalità organizzata: dalla pubblicazione dell’elenco previsto dal Codice Antimafia, anche con dati georeferenziati, alla predisposizione di un Regolamento per una maggiore trasparenza su affidamento e gestione degli immobili sottratti alla mafia e acquisiti al patrimonio comunale, sui quali il Commissario Straordinario ha anche disposto verifiche per accertarne la legittima occupazione.
Si indaghi quindi a tutti i livelli e in ogni direzione, senza il preconcetto che si tratti di un gesto riconducibile agli ex proprietari degli immobili da demolire, e senza tralasciare quindi nessuna ipotesi, compresa quella di un possibile tentativo – da parte di consorterie affaristico-clientelari locali – di condizionare, alimentando la paura con il pretesto delle demolizioni, il regolare andamento della cosa pubblica, allo scopo di impedire, in particolare, nuove e coraggiose iniziative istituzionali sul versante della trasparenza e della prevenzione della corruzione”.
L’atto intimidatorio nei confronti di Mariagrazia Brandara, è l’ennesimo gesto vile verso chi, nella nostra Provincia, lavora per far rispettare la legge.
La scontata solidarietà da sola non basta più, è necessario che le forze politiche e sociali del territorio facciano sentire con forza che quanti operano nel solco della legalità non sono soli e che non c’è posto per quanti vogliono continuare a violentare le istituzioni con atti delinquenziali e violenti.
Il PD provinciale e il locale circolo di Licata hanno espresso da tempo con chiarezza una posizione: la legge va rispettata, le sentenze vanno applicate!
Sulla questione delle case abusive di Licata troppi silenzi, troppi tentennamenti che preoccupano, se la magistratura fa il suo corso, la politica tutta deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità di trovare soluzioni.
Ci auguriamo, che non solo il Partito Democratico, ma anche le altre forze politiche, oltre ad esprimere vicinanza a Mariagrazia, comprendano il grave clima venutosi a creare nella città di Licata e mettendo da parte posizioni di comodo e di campo, rigettino fermamente questo attacco, che non riguarda soltanto la persona del commissario, ma le Istituzioni; chi opera per il bene comune deve avere consapevolezza che la maggioranza dei cittadini è al suo fianco.
Ci faremo promotori di un’iniziativa per la legalità che veda coinvolti partiti, associazioni, movimenti, cittadini, per rigettare insieme ogni forma di intimidazione e ribadire la volontà e l’urgenza di proseguire l’azione di rinnovamento intrapresa a Licata che non merita, per colpa di pochi, di diventare il simbolo della illegalità.
















