Quella che vedete nella foto è una palma, o meglio quello che rimane di una palma. E’ sulla strada che porta al Liceo Scientifico, in questo momento mi sfugge la via. E’ li da non so quanto tempo, in queste condizioni. Decine, centinai di ragazzi ci passano davanti, scendendo da marciapiede che occupa, senza neanche accorgersi più di questa vergogna. Questo è il fatto grave, che i ragazzi non si accorgono più delle brutture di questo paese, non si accorgo di quel cadavere di palma che giace li da mesi. Li abbiamo fatti abituare al brutto, pretendendo poi che non lancino le bottiglie per terra a Largo Nassisia, pretendendo che indossino il casco mentre il genitore parcheggia nel posto dei portatori di handicap o sulle strisce pedonali. Pretendiamo che loro siano diversi da noi, o forse non lo pretendiamo affatto se vedo spesso bambini di pochi anni lanciare la confezione del succo di frutta vuoto dal finestrino, sotto gli occhi della mamma totalmente indifferente. Ecco quella palma sa di noi, ci rappresenta, rappresenta chi è chiamato a farla togliere, chi è pagato ad accorgersi di questo. Quella palma fa pandan (credo si scriva pendant)  con le buche lasciate da Girgenti acque, con i cani che distribuiscono la spazzatura in giro, con il traffico impazzito perché non se ne occupa nessuno, con gli abusivi posteggiati in ogni dove.  Fa pandan con il portone di palazzo stella e con le sue bandiere. Fa pandan con l’inferriata di via onorevole Giglia e la rotatoria fatta di bidoni. Fa pandan con le auto in quarta file di gente che va a prendere il pane. Fa pandan con le strisce pedonali mai fatte e quelle fatte e già cancellate. Fa pandan con il pulmino abbandonato. Ecco con che cosa fa pandan quella palma.. vuoi vedere che non la tolgono per questo?

Cesare Sciabarrà