L’arch. Massimo Muratore, l’assessore sollevato dal Sindaco Di Ventura, ci invia una nota che noi pubblichiamo in versione integrale. Qualora alcuni protagonisti tirati in causa in questa nota volessero replicare, la nostra testata darà loro lo stesso spazio.

Gentile redazione di Canicattìweb,


scrivo in merito all’articolo pubblicato sulla vostra testata circa la mia sostituzione nella Giunta Comunale. Sin dall’inizio della esperienza amministrativa dissi che il mio ruolo non era da Tecnico, perché l’UTC del nostro Comune è dotato di bravi e preparati professionisti. Il mio ruolo non poteva confondersi o sovrapporsi al lavoro degli Impiegati: sarebbe una ridondanza. L’Assessore, del resto, non compie atti gestionali, né redige progetti, ma propone obiettivi politici e garantisce con la propria responsabilità i processi e le opzioni dell’Ufficio. L’Assessore, per conto del Sindaco, è squisitamente un Committente dei lavori; è colui che pone una visione, uno stile, un ordine nel compiere ciò che altri debbono eseguire. Un Assessore non è un Commissario Prefettizio, che svolge atti formali e meccanici. Invece, è necessaria la politica, che ha il dovere della scelta; ha il ruolo della mediazione e della scelta.

Allora – ecco il senso del mio intervento con riferimento all’articolo – il Sindaco non ha chiamato un Tecnico tout court, non si è affidato ad un Professionista come in una dinamica privata (per semplificare, ho il mio bravissimo ed efficiente architetto-ingegnere-geometra di fiducia a cui affidare la consulenza per un progetto, una ristrutturazione, per una pratica catastale o un rilievo, una perizia di stima, un piano di lottizzazione, una Direzione Lavori, etc). Il Primo Cittadino ha chiamato una persona a rivestire un ruolo politico, con competenze che certamente non guastano nella interlocuzione. Nella sua scelta, il Sindaco, in quanto tale, non ha messo al centro la tecnica, poiché nella Amministrazione non siamo chiamati ad esercitare la professione, ma ha compiuto un atto politico. Nel caso di cui discutiamo sarebbe riduttivo e quasi sarebbe offensivo per la dignità del lavoro, della propria storia, della carriera, del percorso di studio, della cultura giudicare la bravura del Professionista e non le capacità dell’Amministratore. Sarebbe macelleria e non politica. Il Sindaco, del resto, ha pubblicamente riconosciuto il mio impegno e la “mia passione”. A riprova ci sono tutte le mie proposte di delibera presentate alla Giunta, che hanno avuto lo spirito di corredare il nostro Ente di un portafoglio progetti; gli indirizzi a riorganizzare gli uffici, a garantire la rotazione, a verificare i carichi lavori, a mettere in ordine la lista delle emergenze, a dare uno spessore politico-culturale, etc. Scusi! Non scrivo per difendere il mio operato, ma per amor proprio.

Per non ingenerare probabili equivoci sulla mia rispettabilità di Professionista o mal intendimenti nella comunità politica e nella opinione pubblica, per dare, dunque, una possibile chiave di lettura al suo testo, vorrei argomentare un ragionamento politico e, per questo, richiamerei il comunicato del Consigliere Giangaspare Di Fazio. Il Capogruppo della Lista Civica “Uniti per Canicattì” dichiara il sostegno al Sindaco ed alla Giunta. Io decodifico il comunicato come una sorta di excusatio non petita accusatio manifesta. La Giunta, in qualche modo, rispecchia la “maggioranza”, cioè i gruppi consiliari che la sostengono, anzi vi è il plauso. Si sarebbe potuto scegliere un Tecnico, come dire, asettico, del resto in città ci sono molti professionisti, oppure un Tecnico con simpatia di Centro Sinistra. Invece, il nuovo Assessore è sostenuto, pardon, è gradito alla Lista civica, la cui matrice politica non è certamente di Centro Sinistra. Bisogna, in realtà, capire se sia una carineria del Sindaco avere proposto questo nome, per non urtare la sensibilità politica della Lista Civica – una mossa politically correct – oppure se la medesima Lista Civica abbia proposto il nome di una persona gravitante nel proprio mondo culturale, con la lodevole convinzione che ora Canicattì #diventeràbellissima. Un patto morganatico o un accordo vero e proprio? Una Giunta un po’ politica (quattro Assessori del PD) e un po’ tecnica (un Professionista); più profondamente, può essere che si sia voluto responsabilizzare e legare a doppia mandata il sostegno alla Giunta in maniera diretta, con un Assessore di riferimento.

Forse gli amici della Lista Civica “Uniti per Canicattì” nell’uno o nell’altro caso (Tecnico-Tecnico o Assessore di riferimento) avranno soavemente ricordato insieme a me ed all’intera città le accorate parole del nostro concittadino Leonardo Di Stefano, quando, nella campagna elettorale del 2006, ebbe a dire (in televisione) con i toni tipici dell’Idea: “la vittoria ci sorride, cosi come il volto della nostra Candidata”.

Arch. Massimo Muratore