Noi ritorniamo sull’argomento. L’argomento è: i comitati di quartiere. Chi non capisce che i comitati di quartiere non sono un vezzo populista, ma una necessità del territorio , non ha capito come si amministra una città. Certo è che realizzare i comitati di quartiere che abbiano una loro concreta  funzione, un serio impegno sul territorio che rappresentano, non è una cosa facile. Attenzione abbiamo solo detto che non è facile. Per cui appello a chi non è in grado di affrontare le cose difficili, di “toglierci le mani……”

I comitati di quartiere sono la protesi sul territorio. Con loro ci si interfaccia, con loro si individuano le criticità, i problemi e sempre con loro si studiano le soluzioni. E’ il modo più democratico e serio per mostrare interesse per ogni singolo angolo della città. Certo non può sempre essere canicattiweb che a pizzico e bocconi deve segnalare questo o quel problema. I comitati di quartiere sono scienza e non fantascienza. La gente ha bisogno di essere coinvolta nella gestione della cosa pubblica , nelle decisioni che riguardano la qualità della vita della città e del loro quartiere. Alla gente non gliene frega una mazza di commissioni, di organi di controllo, di manovre politiche del kaiser. La città vuole potere creder a un progetto di crescita sociale, culturale, economico e di qualità della vita. Tutto questo non sempre è legato alla quantità di denaro che si ha a disposizione. Anche se spesso questo denaro poco o molto che sia viene utilizzato in maniera vergognosa. In alcuni paesi si discute con i comitati di quartiere come investire le risorse disponibili, si fa con la gente l’agenda delle spese, perché solo ascoltando i quartieri si capiscono le vere necessità , le vere istanze.
Solo con i comitati di quartiere si può al singolo cittadino e spiegare quali sono le priorità che si possono affrontare. Spende il danaro, quel poco che si ha,  senza ascoltare i cittadini è un atto di arroganza, di strafottenza. Ed ecco che i comitati di quartiere diventano centri di ascolto, ma al contempo fonte di idee e suggerimenti, ma soprattutto fonte di partecipazione attiva e coinvolgimento, ma anche di protezione del quartiere stesso.


E’ un percorso lungo, tortuoso, non semplice che può durare anni, ma d’altronde anche il giro  del mondo inizia dal pianerottolo di casa…..

Vi sono dei paesi virtuosi che dei comitati di quartiere hanno  fatto il loro punto di forza. Un sindaco che è mosso dalla curiosità e dalla voglia di imparare dagli altri… comprerebbe un biglietto basso costo prenoterebbe un b&b basso costo e andrebbe a esplorare realtà con le quali interfacciarsi. La comunità sarebbe ben felice di pagare queste spese. La “giarra di posto” , come si suole dire di uno che sta chiuso nelle proprie stanze, non ha più motivo di esistere. Dobbiamo guardare a chi fa meglio di noi e copiarli se ne siamo capaci…. Se poi abbiamo fantasia a sufficienza affinché siano gli altri a copiare da noi… va bè ma quella è tutta un’altra storia. Perché, in realtà, non vi è vento favorevole per  il marinaio che ignora la  rotta.

Cesare Sciabarrà