Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha assolto perché il fatto non sussiste una professoressa del capoluogo, in pensione, accusata di stalking nei confronti di uno studente, all’epoca dei fatti minorenne.  La vicenda nasce a cavallo tra il 2012 ed il 2013 e si sviluppa nel quartiere di Fontanelle, ad Agrigento. Protagonisti sono una professoressa in pensione e uno studente che – indietro con alcune materie – decide di farsi seguire per delle lezioni private dall’insegnante. Da lì in poi, secondo l’accusa che ha chiesto ed ottenuto il giudizio per il reato di stalking nei confronti della professoressa, si sarebbero susseguiti  atteggiamenti ossessivi e “attenzioni particolari” rivolte allo studente: chiamate alla madre del ragazzo, all’epoca dei fatti minorenne, sceneggiate anche all’interno della Chiesa con conseguente intervento del parroco ma anche un tentativo di investire con l’autovettura il ragazzo. La difesa della professoressa, rappresentata dall’avvocato Daniela Posante, ha invece avanzato tutt’altra tesi secondo cui – alla base degli atteggiamenti di esasperazione dell’imputata – ci sarebbero ben altri motivi e che vedrebbero protagonista in negativo proprio la parte offesa accusata invece di aver sottratto soldi, ricariche telefoniche e anche degli orecchini da casa dell’insegnante. Secondo la difesa, che durante l’arringa ha chiesto l’assoluzione della cliente, è la credibilità della parte offesa a risultare poco solida con molti non ricordo e imprecisioni. Il pm aveva chiesto 8 mesi di reclusione.