Ci stanno arrivando una sacco di segnalazioni a proposito della potatura degli alberi effetuata in varie parti della città. Premettiamo che noi siamo all’asciutto sull’argomento, quindi riportiamo ciò che ci viene detto con il beneficio del dubbio. Alcuni operatori del mestiere ci dicono che questo tipo di potatura così estrema in questo periodo danneggia fortemente la pianta e inoltre un appassionato naturalista ci faceva sapere che creà un danno anche alla fauna, in quanto gli uccellini perdono il loro riparo e il loro punto di riferimento.
Data la mia personale provenienza potrei limitarmi a fare un distinguo tra ” u gammaruni argentinu e quello di mazzara” per cui mi limito a riportare quanto riferitomi, sperando che qualche addetto ai lavori possa fare chiarezza sull’argomento. Ma al netto di questa discussione ci piace evidenziare come gli alberi vengano trattati con due pesi e due misure. Mentre da un lato ad alcuni viene effettuato il così detto taglio tattico da marines, dall’altro vi sono alberi che sembrano essere vicini parenti di Caparezza. Vi sono alcuni alberi come vedete nella foto, la cui lunghezza dei rami mette a repentaglio, in quel caso le fila di studenti che giornalmente attraversano quella strada per recarsi in palestra, oltre al fatto che se ci passate in auto , vi ritrovare il tetto rigato. In realtà quella degli eccessi potrebbe essere una strategia che a noi non ci è dato comprendere, magari una nuova visione della città, una nuova interpretazione della urban life… chissà.
Cesare Sciabarrà












