Sono stati condannati dalla corte d’assise di Palermo quattro romeni che avrebbero ridotto in schiavitù e costretto a prostituirsi una loro connazionale.

I cinque erano imputati a vario titolo di sequestro di persona a scopo di estorsione, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. La vittima fu convinta dai connazionali, tutti appartenenti a uno stesso nucleo familiare, a trasferirsi a Palermo con la figlia di tre anni promettendole un lavoro da badante, ma una volta arrivata in città le furono sequestrati i documenti.


I romeni l’avrebbero quindi costretta a prostituirsi minacciando ritorsioni nei confronti della figlia di tre anni, arrivando perfino a minacciare la piccola di morte. L’indagine, condotta dai sostituti procuratori Giorgia Spiri e Claudio Camilleri, è scattata infatti quando la giovane mamma è stata convinta da un cliente a denunciare le violenze e il sequestro della figlia.