Ufficialmente il sito è stato chiuso, fino al primo ottobre in vista del trasferimento al Foro Boario del centro di raccolta mobile per la raccolta differenziata. In realtà si apprende che il centro comunale di raccolta che si trova in contrada Calandra è stato oggetto dell’ennesimo blitz da parte dell’Asp, della polizia provinciale e degli agenti del commissariato di Pubblica sicurezza di Canicattì. Un blitz imponente che ha messo in allarme l’amministrazione comunale e l’assessore all’Igiene, Roberto Vella. I controlli infatti mirano a verificare se le condizioni igienico – sanitarie al’interno della struttura sono accettabili e conformi ai parametri di legge. Se gli operai indossano i dispositivi individuali di protezione che servono a garantire la salute di chi lavora a contatto con i cumuli di spazzatura. E se all’interno non ci sono rifiuti speciali o pericolosi che necessitano di trattamenti diversi. Insomma nella lente di ingrandimento dell’Asp di Agrigento, della polizia provinciale che ha inviato la propria squadra ambientale e del commissariato di Canicattì, entra la gestione del centro comunale di raccolta. Un luogo che fino a poco tempo fa, ospitava anche il centro ambiente mobile per la raccolta differenziata dove i cittadini si recavano per depositare i materiali riciclabili. E per farlo dovevano entrare in una struttura piena di spazzatura, con un fetore inimmaginabile ed il serio rischio di potersi ammalare. Sotto esame degli inquirenti anche alcuni incendi sospetti che si sono registrati la scorsa estate e l’utilizzo della tramoggia da parte del Comune di Licata che – per amicizia – ha riferito in Consiglio comunale l’assessore Roberto Vella rispondendo ad una interrogazione consiliare – si serve della struttura di contrada Calandra per depositare i rifiuti nel siluro. Il Comune di Licata rivendica la propria parte essendo il Centro comunale di raccolta, realizzato dalla Dedalo ambiente di cui fanno parte anche altri enti. E questo è vero, ma è anche vero che la struttura è stata realizzata su un bene di proprietà del Comune di Canicattì ed essendo un centro di raccolta per la spazzatura non è possibile che entri chiunque senza uno straccio di contratto. Anche questo sembra essere al vaglio degli inquirenti. Attualmente c’è il silenzio più assoluto da parte degli organi inquirenti che si trincerano dietro un formale: “Stiamo lavorando”. E presto potrebbero esserci nuovi e clamorosi sviluppi.

Paolo Picone