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Codannata la Prefettura di Agrigento, accolto ricorso dell’ex sindaco di Camastra su accesso atti

Scritto da il 21 ottobre 2018, alle 06:54 | archiviato in Camastra, Costume e società, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il Rag. Angelo Cascià, di 69 anni, era stato eletto Sindaco del Comune di Camastra nell’anno 2013 ma nell’aprile del 2018 il Consiglio Comunale di Camastra veniva sciolto in ragione di asserite ingerenze della criminalità organizzata. Pertanto il Rag. Cascià, con istanza inoltrata via pec, al fine di potere esercitare il proprio diritto di difesa in sede giurisdizionale chiedeva al Ministero dell’Interno di prendere visione ed estrarre copia della relazione redatta dal Ministero dell’Interno a sostegno della proposta di scioglimento del Consiglio comunale, della relazione redatta dalla commissione d’accesso che ha esaminato l’attività amministrativa del Comune di Camastra,  del rapporto redatto dal Prefetto in relazione all’istruttoria relativa al procedimento in questione; ma la Prefettura denegava l’accesso agli atti al richiedente in ragione del carattere riservato di tale documentazione. Il rag. Cascià ha allora proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, davanti al Tar Sicilia per l’annullamento del provvedimento di diniego all’accesso,  nonchè per l’emanazione di un ordine di esibizione. In particolare gli avvocati Rubino e Capizzi hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo della violazione di legge, atteso che il divieto di accesso alle relazioni prefettizie ed agli atti prodromici allo scioglimento del consiglio comunale opera solo ove tale accesso possa pregiudicare la sicurezza e l’ordine pubblico , ovvero ancora la prevenzione o la repressione della criminalità ; sottolineando,  comunque, che deve essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici, citando copiosa giurisprudenza amministrativa del Consiglio di Stato e dei TT.AA.RR. Si sono costituiti in giudizio il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Agrigento, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso. Il Tar Sicilia, Palermo,sezione prima, Presidente il dr. Calogero Ferlisi, Relatore il Cons. Giovanni Tulumello, condividendo integralmente le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Capizzi ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di diniego impugnato, ordinando l’esibizione degli atti richiesti, e condannando le Amministrazioni resistenti anche al pagamento delle spese giudiziali . Pertanto il rag. Cascià avrà diritto all’estrazione di copia entro trenta giorni dalla notifica della sentenza mentre il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Agrigento dovranno pagare le spese giudiziali.



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