In una location delle grandi occasioni, in un Circo Massimo pieno di sostenitori del M5S, si consuma l’ennesimo show del padre morale del Movimento, il comico genovese “Beppe” Grillo.

Siamo abituati alle sue provocazioni, ai suoi toni e alle sue battute sopra le righe, al suo modo irriverente di arringare il (suo) popolo. E già questo è un male, non dovremmo. Sbagliamo noi, ma andiamo avanti.


Non ci sarebbe stato bisogno di commentare se non si fosse sconfinato, ancora una volta, nel cattivo gusto.

In un passaggio del suo intervento, il comico è passato agilmente (sic!) dall’analfabetismo di ritorno degli italiani (“che capiscono sommariamente quello che viene loro detto”) a “malattie nevrotiche” fino ad arrivare a citare l’autismo (“malattia del secolo”) e la sindrome di Asperger.

Il tono, il contesto e solo alla fine le parole stesse usate non hanno lasciato dubbi a chi ha sentito l’intervento: si trattava di una “battuta” ed alle battute si ride. E così ha fatto il popolo 5stelle (tutto?).

Così non hanno fatto le altre forze politiche, così non ha fatto altra parte d’Italia che sta invadendo la bacheca del comico, chiedendo a gran voce le scuse (scadendo, alle volte, in improperi), così non hanno fatto le associazioni direttamente “interessate”, che si sono sentite utilizzate ad uso e consumo di ironia spicciola e poco, sia concesso, divertente.

Differenziandoci da chi si è fermato a “quel” minuto dell’intervento, chi scrive è andato avanti, ha ascoltato altro, ha ascoltato tutto. Subito dopo, con la consueta agilità (sic!) il sig.Grillo si scaglia contro le aride istituzioni europee che  “fanno leggi senza emozioni […] non hanno la percezione, perché loro non hanno emozioni e non riconoscono quelle degli altri, sono queste le malattie professionali di oggi…”.

Prendendo le mosse da quest’ultima parte, appena citata, si chiede che il capogruppo del M5S, il Vicepresidente di questa Assemblea, l’On. Giancarlo Cancelleri, prenda formalmente le distanze da quanto detto dal sig.Grillo, in attesa di auspicate scuse non solo alle categorie interessate ma a tutti gli elettori (pentiti?) del Movimento ed a tutti gli italiani, costretti ancora una volta a subire offese gratuite e facili ironie di cattivo gusto.

Carmelo Pullara