La recente notizia relativa all’inizio dell’esame, in commissione Salute dell’Assemblea regionale Siciliana, del Disegno di Legge“ contro il gioco d’azzardo per la protezione dei minori e le dipendenza patologiche” mette di nuovo al centro dell’attenzione il mondo del gioco d’azzardo, ed in particolare di cosa significa al giorno d’oggi giocare in modo responsabile, nel nostro territorio.

Secondo quanto afferma Margherita La Rocca Ruvolo, firmataria del documento, il gioco è in continua crescita e sta provocando effetti negativi tra i soggetti più deboli, che più facilmente possono sviluppare comportamenti di dipendenza.


Nel dibattito pubblico, il tema delle ludopatie viene raramente collegato al gioco online, in gran parte in ragione del fatto che i casinò online sono attrezzati con una serie di misure che consentono di mantenere meglio sotto controllo il comportamento degli utenti. Quando un giocatore procede alla registrazione in uno dei migliori casino online con licenza AAMS, hanno infatti immediatamente la possibilità di stabilire dei limiti di deposito, con i quali poter gestire il proprio livello di spesa. Inoltre, i casinò stessi hanno software automatici che consentono il monitoraggio delle scommesse e permettono di rilevare comportamenti a rischio e quindi di prevenire situazione problematiche.

Tutte queste misure non sono presenti nel mondo del gioco tradizionale ed è qui che spesso la dimensione del gioco responsabile viene a mancare. Il tema della dipendenza emerge con maggiore forza in associazione ai giochi presenti e facilmente accessibili nei vari esercizi pubblici sul territorio, che si tratti di apparecchi slot machine, scommesse sportive piazzate in agenzia oppure delle diverse forme di lotterie.

In riferimento alle misure previste dal Disegno di Legge in discussione a livello regionale, può essere utile capire meglio la dimensione del gioco nel territorio canicattinese, facendo ricorso alle più recenti indagini sul tema. Nella primavera di quest’anno, Il Sole 24Ore aveva commissionato ad Infodata un’indagine in merito alla raccolta dei giochi sul territorio italiano. I dati hanno rivelato che, mentre la raccolta media pro-capite, nel primo semestre 2017, era di 610,3€, il comune di Canicattì ha registrato una raccolta di “soli” 449,18€.

In base ai dati forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli, sempre nel primo semestre 2017, la spesa (differenza tra raccolta e vincite) in apparecchi di gioco a Canicattì è stata di 2.276.156,86€, seguita da lotterie (956.773, 93€), Lotto (692.501,44€) e dai giochi a base sportiva (231.688,66€). Meno preferiti dai canicattinesi sono invece i giochi a totalizzatore come il Superenalotto (169.614€), le scommesse virtuali (77.255,21€) e i giochi a base ippica (3.443,61€).

Per quanto riguarda il numero di attività imprenditoriali che si dedicano al gioco nel territorio, abbiamo a disposizione solo dati a livello provinciale e ci dicono che nel 2018 sono 74 le attività che operano nel settore giochi e scommesse, un dato che indica una crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente (fonte: Camera di Commercio Milano, Monza, Brianza, Lodi).

Anche l’Istituto Superiore di Sanità ha indagato a fondo il tema del gioco d’azzardo. In riferimento alla popolazione scolastica minorenne (fascia d’età 14-17 anni), i giocatori problematici sono circa il 3% (stimati in 68.850 studenti) e si concentrano soprattutto al sud e nelle isole. Questo è certamente un dato che merita molta attenzione soprattutto se si considera che, in Italia, il gioco d’azzardo è vietato ai minori.