L’iniziativa del Prefetto che si è posto a presidio della legalità economica del territorio merita il nostro sostegno e gratitudine.

Il testo della interdittiva, letto sui giornali,  vela un inquietante scenario criminale nella gestione di un pezzo dell’economia e di un servizio essenziale.


Emergono chiaramente grosse responsabilità nella cattiva gestione del servizio da parte dell’azienda che lo ha gestito, vorremmo emergessero, con altrettanta forza anche le responsabilità di chi (Governi Regionali, Sindaci, Presidenti di provincia) colpevolmente, per anni, ha omesso di vigilare.

Solo alla fine, L’ATI aveva avviato il processo di risoluzione contrattuale.

Auspichiamo che l’iniziativa prefettizia abbia l’effetto di accelerare il superamento dell’attuale nefasta gestione del servizio idrico integrato del territorio.

In ogni caso occorre porsi il problema del “dopo Girgenti Acque”: ed  è questo il vero nocciolo del problema.

A Noi interessa una corretta gestione del servizio idrico integrato, il mantenimento dei livelli occupazionali.

Vanno reintegrati i lavoratori ingiustamente licenziati, e altresì, vanno recuperate  le retribuzioni non pagate ai lavoratori .

A Noi interessa che il servizio continui ad essere assicurato con efficienza ed economicità.

A Noi interessa che non si perda un solo centesimo delle risorse già stanziate per il rifacimento delle reti idriche e dell’impiantistica per la depurazione.

Per queste ragioni, chiediamo al Prefetto di Agrigento la convocazione urgente di un tavolo congiunto con l’ATI Idrico per comprendere come si intende affrontare questa fase di transizione e governare la gestione futura del servizio idrico integrato.

Massimo RASO  Maurizio SAIA  Gero ACQUISTO  – Segr. Gen. CGIL CISL UIL Agrigento

Filippo MUNDA   Emanuele PIRAINO Giovanni MANGANELLA Segr. FILCTEM- FEMCA- UILTEC

Carmelo CIPOLLA Eduardo SESSA Alfonso SAMMARTINO Segr. FIOM- FIM – UILM

“L’interdittiva antimafia nei confronti di Girgenti Acque impone una attenta e urgente analisi della situazione da parte della Commissione antimafia dell’ARS perché l’acqua e la gestione delle risorse idriche rappresentano temi vitali per la nostra Regione.” Lo afferma il Presidente della Commissione Regionale contro la Mafia e la Corruzione, Claudio Fava, aggiungendo che “l’organismo parlamentare ha deciso una missione presso la Prefettura di Agrigento il 13 dicembre, preceduta dall’audizione martedì 11 dicembre, di una delegazione del Forum per l’acqua e i beni comuni”

“Commissariamento di Girgenti acque in attesa della risoluzione del contratto”. E’ quanto chiedono i deputati M5S all’Ars dell’Agrigentino, Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, alla luce dell’interdittiva antimafia disposta dal prefetto di Agrigento. “L’ATI di Agrigento- dicono i due parlamentari – non perda tempo e proceda alla definizione dell’iter di risoluzione del contratto o alla immediata revoca della concessione, alla luce di quanto previsto dall’articolo 94 dal codice antimafia”. “Da anni – concludono i parlamentari – chiediamo la risoluzione del contratto per le reiterate e gravi inadempienze di Girgenti Acque, ma la politica ha sempre fatto orecchie da mercante e non ha mai prodotto un atto concreto. Ora non ci sono più scuse E’ ora di dire basta”.

Il Forum siciliano Acqua e Beni Comuni chiede da anni che sia fatta piena luce sulle privatizzazioni dell’acqua e su tutte le storture di carattere giudiziario, politico ed amministrativo ad esse legate.

“Dopo l’atto di interdittiva al certificato antimafia e le altre determinazioni del Prefetto di Agrigento di ieri, riteniamo che non sia più procrastinabile l’istituzione di una Commissione d’inchiesta in seno all’ARS per far luce sulle tante vicende denunciate dal forum in 12 anni di attività finora ignorate dai governi regionali che si sono susseguiti”. Tale richiesta formulata il 22 marzo scorso al Presidente Musumeci è finora rimasta, insieme alle altre richieste e proposte, lettera morta.

“Crediamo che la sede naturale di questa Commissione d’inchiesta sia quella Antimafia” dicono dal Forum “per cui formalizzeremo a breve una richiesta ufficiale al Presidente On.le Fava per essere auditi e fornire elementi a supporto della sua urgente costituzione”.