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Illegittima la revoca di un finanziamento del PSR 2007-2013 per mancato rispetto dei principi di concorrenza

Scritto da il 6 dicembre 2018, alle 06:54 | archiviato in Agrigento, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il Tribunale di Palermo, sez. V in materia di imprese, con sentenza n. 599/2018, resa dalla dott.ssa Alida Marinuzzi, ha statuito l’illegittimità di un provvedimento di revoca di un finanziamento pubblico di originari € 428.403,26, accogliendo un ricorso della ditta G.F., affidatosi alle cure dello Studio Legalit Avvocati Associati – In persone dei suoi soci Avv.ti Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose e degli associati Avv.ti Paola Saladino e Sabrina Causa.

La vicenda trae origine nel marzo del 2015, quando l’assessorato regionale all’agricoltura, sulla scorta di specifiche prescrizioni svolte dalla Corte dei Conti dell’Unione Europea, all’esito di alcuni controlli sull’utilizzo dei fondi strutturali, aveva disposto la parziale revoca di un finanziamento concesso nei confronti del sig. G.F.

In particolare, secondo i rilievi della detta Corte dei Conti dell’U.E., integralmente recepiti dall’A.C.E.A. e dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, il sig. G.F. al fine di ottenere il finanziamento per la realizzazione di un impianto produttivo sito in Polizzi Generosa, aveva presentato dei preventivi, per l’acquisto di alcuni macchinari, provenienti da alcuni concessionari di macchine agricole che non sarebbero risultati in concorrenza tra loro.

Ed infatti, i preventivi presentati, erano state emessi da alcune ditte che presentavano compagini sociali parzialmente uguali tra loro.

Il sig. G.F. si rivolgeva allora allo studio Legalit affidandosi alle cure degli Avv.ti Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose e dei loro associati i quali proponevano apposita azione davanti al Tribunale di Palermo che ha accolto in toto le tesi dei legali.

In particolare, gli Avv.ti Puntarello e Modica Donà dalle Rose, unitamente agli. Avv.ti Saladino e Causa, hanno evidenziato come le ditte che hanno fornito i preventivi, ancorché recassero delle parziali coincidenze in ordine alle rispettive partecipazioni, costituivano dei soggetti giuridici autonomi in relazione ai quali né la Corte dei Conti, né l’assessorato avevano in concreto dimostrato alcuna capacità avuto incidenza sulle offerte economiche prodotte dal G.F. anche perché gli amministratori delle società risultavano diversi.

Peraltro, come evidenziato dallo studio Legalit, la presentazione dei preventivi provenienti da ditte collegate tra loro, configurava al più una mera irregolarità che avrebbe potuto risultare sanata nel corso dell’istruttoria della procedura di finanziamento, se solo l’Assessorato avesse provveduto a rilevarlo tempestivamente.

Inoltre, è risultata analogamente decisivo il rilievo formulato dagli avv.ti Puntarello Donà dalle Rose e dai loro associati, sulla buonafede soggettiva del G.F. che non poteva conoscere le compagini sociali delle ditte al momento dell’acquisizione dei preventivi.

In accoglimento dell’azione promossa, il Tribunale delle Imprese ha pertato dichiarato illegittimo il recupero delle somme disposte con il decreto di revoca 2950/2015, condannando anche l’Assessorato e l’AGEA al pagamento delle spese di lite liquidate in € 8.058,00 oltre iva cpa e spese generali.

Secondo il partner di Legalit – Avv. Giovanni Puntarello “si tratta di una importantissima sentenza non solo perché innovativa nel suo genere, ma anche perché apre le porte a numerosi altri privati che a partire dal 2015 hanno subito illegittimamente il recupero di somme originariamente concesse e che, al contrario del nostro assistito, non hanno immediatamente proposto azione davanti all’autorità competente”



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