Lo avevamo anticipato lo scorso 10 luglio ed oggi abbiamo appreso che è stato
notificato nei giorni scorsi e iscritto a ruolo il ricorso per ottemperanza al Tar di
Palermo contro il Comune di Naro.
La vicenda riguarda tre precari, ex LSU, oggi in ruolo nella polizia municipale che, per
primi, con gli avvocati Giovanni Rinaldi e Sergio Galleano, iniziarono un lungo
contenzioso che è passato dal Tribunale di Agrigento, la Corte di Appello di Palermo, la
Corte di Cassazione per poi concludersi davanti la Corte di Appello con una condanna
definitiva del Comune di Naro a risarcire, a ciascun ricorrente, 8 mensilità e le spese
legali.
Un lungo processo che non vede però ancora la fine.
Il Comune di Naro, infatti, non ha dato esecuzione alle sentenze passate in giudicato,
ed essendo state vane le diffide dovrà continuare a difendersi davanti al Tar di Palermo
a cui i ricorrenti si sono rivolti per far commissariare il Comune.
Il giudizio di ottemperanza permettere alla parte risultata vittoriosa di
dare esecuzione ad una sentenza nel processo amministrativo, qualora la pubblica
amministrazione non abbia adempiuto spontaneamente con la nomina di un
commissario ad acta (un funzionario pubblico nominato dal giudice amministrativo
come proprio ausiliario) al fine di emanare i provvedimenti che avrebbero dovuto
essere emessi dall’Amministrazione.
Quindi nuove spese per il Comune di Naro. Spulciando fra gli atti pubblici del Comune,
le Delibere Dirigenziali 237/2017, 40/2018, 338/2018 e 358/2018 quantificano in €
82.223,14 le spese legali sostenute ad oggi dal Comune solo per difendersi.
Il risarcimento dovuto ai tre precari invece ammonta a circa € 36.000,00 in totale. Altri
€ 9.192,46 sono le spese da corrispondere agli avvocati Giovanni Rinaldi e Sergio
Galleano.
Quanto dovrà ancora spendere il Comune e quindi i cittadini per costituirsi e difendersi
dinanzi al Tribunale amministrativo?
L’Avvocato Giovanni Rinaldi aspetta di conoscere in modo formale le ragioni per cui il
Comune ha deciso di non eseguire le sentenze e di affrontare un nuovo giudizio.
Una cosa è certa, ed è stata già anticipata dallo stesso Avvocato in un suo recente post
dove si riporta semplicemente il principio di diritto di una sentenza della Corte dei
Conti, II Sez., n. 238/A del 4.7.2001: “Il mancato pagamento di quanto dovuto
dall’amministrazione al proprio creditore costituisce, oltre che un ingiustificato spregio
dei diritti dei terzi creditori, anche una lesione degli interessi dell’ente pubblico che si
trova a sostenere maggiori spese per interessi legali, rivalutazione monetaria e
rifusione dei costi legali”.
Si tratta oramai di una sfida senza esclusioni di colpi.
Dalle parole dell’avvocato Giovanni Rinaldi emerge chiaramente che il Giudizio dinanzi
al Tar potrebbe non essere l’ultimo e che tutto potrebbe finire dinanzi ai giudici
contabili.












