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Diminuisce la spesa sanitaria in Sicilia

Scritto da il 4 gennaio 2020, alle 06:08 | archiviato in Politica, politica sicilia, Salute. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La Sicilia è la seconda Regione d’Italia per avanzo di amministrazione in sanità. Lo rileva il Rapporto Oasi 2019 del Cergas Sda Bocconi di Milano che nei giorni scorsi ha diffuso i dati relativi all’anno 2018.

In particolare secondo quanto si legge nell’Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario Italia proprio “le Regioni in Piano di Rientro (come la Sicilia ndr) nel 2018 hanno complessivamente registrato un avanzo sanitario, grazie ai risultati particolarmente positivi realizzati da Lazio e Sicilia che hanno bilanciato il sostanziale disavanzo di Calabria e Puglia”.
Da notare che proprio il Rapporto Oasi 2018, relativo ai dati del 2017, segnalava per la Sicilia una posizione di disavanzo.

Secondo il Rapporto Oasi 2019 “nel 2018 continua la serie di risultati di disavanzo sanitario registrati dal 2015, attestandosi a valori simili a quelli osservati nel 2017 (149 milioni di euro). A livello regionale si rileva tuttavia eterogeneità nei livelli di avanzo sanitario, con solo otto Regioni che registrano risultati di avanzo: Lazio (88 milioni di euro), Sicilia (83 milioni), Sardegna (20 milioni), Campania (11 milioni), PA di Bolzano (8 milioni), Friuli Venezia Giulia (3 milioni), PA di Trento (2 milioni) e Valle d’Aosta (1 milione) (Tabella 3.15). Nel 2018, Calabria, Puglia e Liguria registrano i livelli di disavanzo più elevati (88,65 e 59 milioni di euro rispettivamente), incidendo sul disavanzo annuale complessivo per il 58%”.
Dal 1998 OASI, l’Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema Sanitario Italiano del Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale della SDA Bocconi School of Management, analizza, attraverso la raccolta di dati e mediante questionari, le politiche relative alle aziende sanitarie pubbliche e private, fotografando così le performance della sanità italiana e paragonandola a quella degli altri Paesi Ocse.

Se i dati del rapporto saranno confermati dalle analisi ministeriali la Regione può puntare all’uscita ufficiale in tempi rapidi dai vincoli che le sono stati imposti dal piano di rientro in tutti questi anni.



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